Stefano Benni su Superabile: io, la solitudine e la disabilità

stefano benni Achille rischia di finire i suoi giorni in una clinica privata; Elianto, il protagonista di un altro libro, e' ammalato del misterioso "morbo dolce" ed e' recluso a Villa Bacilla. Come mai tanto isolamento e segregazione nella vita dei personaggi di Stefano Benni?

Lo chiede il magazine Superabile, rivista Inail sul mondo della disabilità da sempre on line che arriva alla sua versione cartacea (e a cui facciamo i nostri migliori in bocca al lupo). L'argomento dell'intervista riguarda disabilità e ironia.

Un tema abbastanza delicato, su cui Benni non rifiuta di pronunciarsi, sostenendo che ad esempio "la solitudine nella malattia e' una condizione dolorosa, ma c'è chi combatte e c'è chi è pronto ad aiutarti. È un viaggio nel coraggio, nei mille modi in cui si riesce a vivere il dolore insieme agli altri e a non accontentarsi solo di compassione".

E poi, aggiunge l'autore, "io credo che alle persone disabili piaccia l'ironia. Hanno voglia di ridere, di prendersi in giro e di prendere in giro. Questo almeno e' quanto ho vissuto io personalmente. L'Achille del mio libro amava soprattutto scherzare e ridere. Ovviamente tutto questo va fatto con rispetto".

Alcuni genitori di ragazzi disabili, ad esempio, sono in difficoltà, continua l'autore della 'Compagnia dei Celestini', "di fronte all'allegria sfrenata e all'eros che talvolta erompe dai loro figli. Capisco e rispetto la loro difficoltà. Ma la risata e la sessualità fanno parte del desiderio di una vita intera".

Via | Superabile gennaio
Foto | Flickr

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