Ritorna in edicola Stilos: magazine dei libri

stilos magazine

Formula vincente non si cambia, avrà pensato Gianni Bonina nel rimetter mano al timone del mensile di Stilos, magazine dei libri assente giustificato dall'edicola da due anni. Che debutta in grande stile: visto che ogni numero avrà un allegato inedito in omaggio, questa prima uscita viene abbinato con "Lo stivale di Garibaldi" di Andrea Camilleri. Quasi invariato il timone del giornale che, viene da notare, riprende in una stagione che ha segnato la chiusura di altre testate culturali e penalizza sempre più il mondo dei libri.

Come mai si rispolvera Stilos e come si colloca il mensile? Lo abbiamo chiesto al suo direttore, Gianni Bonina:

Con lancia ed elmetto: deciso a dimostrare che il mondo dei libri non può essere distrutto. Non arriva comunque né da ultimo né per ultimo perché "Stilos" viene da un'esperienza decennale che si temporaneamente interrotta per due anni. Due anni che sono serviti a ripensare l'idea e rimodulare il progetto. Lo Stilos che torna in edicola agli inizi di febbraio non sarà più un giornale ma una rivista di 148 pagine, avrà in ogni numero un libro inedito in omaggio e si apre a cinema, arte, fumetti, musica e teatro. Sarà più bello ma sarà uguale a quello che è stato: sobrio, rigoroso, autorevole e piacevole. Almeno mi auguro che sia così.

Rispetto all'ultimo numero di due anni fa, quali differenze e quali conferme? "La squadra è rimasta invariata - continua Bonina -, ma si sono aggiunte altre firme in qualità di rubrichisti: Guido Conti, Silvio Perrella e Filippo La Porta. Sono arrivati nuovi collaboratori e altri si sono allontanati. Torniamo comunque più giovani di due anni".


L'obiettivo è uno solo: "Dimostrare che prima di ogni cosa, prima di Internet, prima della televisione, prima del gioco, nella vita vengono i libri per impegnare il tempo libero - risponde il direttore - e combattere la logica perversa e folle degli editori italiani che hanno reso il libro un prodotto industriale, una merce da piazzare, e gli autori non dei geni ma dei costruttori, automi alla loro mercé e alla mercé del mercato.

Ma qual è il futuro dei libri? "Quello che appunto verrà fuori dalla guerra sull'idea di libro: se debba intendersi come un oggetto che intanto vale fabbricare se il mercato lo richiede e possa consentire un profitto sicuro oppure come frutto della mente creativa dell'uomo che se un valore persegue non è quello commerciale ma quello spirituale. Insomma - conclude Bonina - dipenderà tutto dall'esito che avrà il confronto tra editore e autore: chi viene prima? Oggi l'editore, ed abbiamo il libro ridotto a mezzo. Un tempo lo era l'autore, quando il libro era un fine, il patto di intesa tra l'autore e l'editore letterato, e dopo non c'era che il benificio spirituale e non lo sfruttamento. Oggi è il tempo della nota barzelletta: "Cosa mi regali per Natale?" "Un libro". "Ce l'ho già".

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