Anobii vs critica letteraria: la rivincita del passaparola?

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“In un Paese come il nostro, che ha visto negli ultimi anni la cultura sempre più oggetto di disprezzo trovare un luogo in cui poter condividere questa passione è quanto meno rivitalizzante”. Lo ha scritto sul Fatto lo scrittore Nicola La Gioia, riferendosi ad Anobii, come leggo in un blog di Panorama.

“I commentatori italiani di aNobii… sono lettori accaniti e disinteressati, e mostrano di avere attraversato l’intera esperienza di un libro: hanno speso soldi per acquistarlo, e tempo per leggerlo...- continua - Tutto il contrario di ciò che invece fanno gran parte dei critici e dei giornalisti culturali, pronti a scrivere “l’ennesima recensione capace di accostarsi a un libro come a un topo morto”.

La polemica, come nota Panorama, è stata ripresa da Filippo La Porta sul Riformista. Qui l'autore ha preso invece le difese della critica letteraria, notando come orma essa sia ormai ridotta a interviste su commissione e a recensioni francobollo, avendo smesso di incidere sulle vendite.

Ma è davvero così? Davvero i libri li compriamo solo grazie al passaparola (su intenet o no)? Voi da quali fonti vi fate guidare nella scelta?

Via | Panorama

Foto | Flickr

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