Reality. Assalto al grande fratello, di Sergio Bizzio

Copertina Reality. Assalto al grande fratello I produttori televisivi come i talebani. I primi fedeli al "Dio Audience", gli altri al Corano. E' questa la tesi che intende sostenere lo scrittore Sergio Bizzio immaginando che un gruppo di terroristi islamici si impadronisca di una emittente televisiva argentina in cui stanno girando Il grande fratello. Invece di limitarsi a prendere degli ostaggi, i terroristi decidono di diventare gli sceneggiatori della trasmissione per mostrare a tutti la corruzione della cosiddetta civiltà occidentale.

I partecipanti al gioco, ignari di chi si nasconda dietro le quinte, si presteranno a prove estreme e umilianti con la promessa di ottenere parti in serie tv e altri guadagni: uno dei ragazzi lancerà slogan antisemiti, un altro pulirà a terra con la lingua, le donne si esibiranno in acrobazie sessuali di ogni tipo e altro ancora. La vicenda si snoda a ritmo serrato fino allo scoppientante epilogo in cui gli attentatori minacciano di far assistere a un omicidio in diretta se non verranno accolte le loro richieste.

Un libro sull'insensatezza dei reality e su quanto l'apparire sia diventato un fine che giustifica qualsiasi azione. L'autore ammette di avere preso in prestito l'idea originaria dal Deserto dei Tartari di Dino Buzzati in cui c'è "un gruppo di persone in una casa 'falsa' dove si presume che tutto quello che succede sia la 'verità'". Alla domanda "Che differenza c'è tra i terroristi musulmani e i produttori televisivi?", risponde: "Nessuna. Per i fondamentalisti, quello che dice il libro sacro è buono e quello che non dice è cattivo. Per i produttori televisivi quello che fa audience è buono e cattivo quello che non la fa."

Reality. Assalto al grande fratello
Sergio Bizzio
Edizioni e/o, 2010
€ 16,00

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