Blacks out. Un giorno senza immigrati, di Vladimiro Polchi

Copertina blacks out L'Italia si ferma. Chiudono le fabbriche, le aziende agricole, la sanità va in tilt, il mondo delle badanti, baby sitter e colf sparisce, frutta e verdura marciscono nei campi. E poi abbassano le saracinesche i ristoranti, le rosticcerie, i bar, si sospendono le partite di calcio, pallavolo e basket e le parrocchie restano senza prete. Sembra la descrizione di un post catastrofe mentre invece è ciò che accadrebbe se tutti gli immigrati che vivono e lavorano in Italia decidessero, a un certo punto, di fermarsi anche solo per un giorno.

Questo è l'argomento del libro di Vladimiro Polchi che dice: "Ho scritto un romanzo dove tutti i personaggi e tutti i numeri sono veri. Ho fatto la cronaca di un giorno in cui gli italiani stupefatti scoprono che gli stranieri non si sono presentati al lavoro. E così si accorgono di quanto siano importanti." Blacks out ha poi innescato una reazione a catena ed è sfociato nell'organizzazione di ciò che nella finzione letteraria di Polchi viene solo immaginato. E' previsto infatti per il primo marzo uno sciopero generale degli immigrati in cui sono coinvolte numerose associazioni e alcune sigle sindacali tra cui Cgil, Uil e Ugl.

In seguito ai gravi fatti di Rosarno, un libro come Blacks out mostra l'altra faccia della medaglia e chiarisce il ruolo importante che gli immigrati rivestono in Italia, nonostante gli insulti, i soprusi e le umiliazioni a cui vengono spesso sottoposti. Ora però Polchi dovrà stare attento, perché potrebbe facilmente essere individuato come il "mandante morale" dell'emancipazione e della ribellione degli immigrati, un sobillatore di stranieri che finora avevano sempre subito la loro condizione di "cittadini di serie b" senza protestare.

Blacks out. Un giorno senza immigrati
Vladimiro Polchi
Laterza, 2010
€ 15,00

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