Il gioco dei padri. Pirandello e Sciascia, di Anna Maria Sciascia

Cosa significa essere sposata a un genio e come la letteratura possa trasformarsi in una nemica, ce lo racconta Anna Maria Sciascia (figlia di Leonardo) in un bel libriccino uscito poco più di un mese fa per i tipi di Avagliano, il titolo è emblematico: Il gioco dei padri; sottotitolo Pirandello e Sciascia.

L'unione tra Luigi Pirandello e Maria Antonietta Portulano è frutto di «un matrimonio “combinato” proposto e predisposto dai genitori» che in quel finire dell'Ottocento «erano soci nel commercio dello zolfo […] Luigi fu subito conquistato oltre che dalla bellezza dalla “dolce e chiusa semplicità dei modi” di lei». Ma le cose, si scopre con la convivenza, non stanno esattamente in questi termini.

Soprattutto perché, in alcuni casi, il confine tra letteratura e vita vissuta può essere pericolosamente labile. «In verità Pirandello si serve della letterarura per dare a se stesso e ad Antonietta l'illusione di un grande amore», ed è qui che scatta la tragedia, perché la letteratura è in grado, sì, di rivestire la realtà di ciò che vuole, ma rimarrà di fatto sempre un artificio: «Fingere, fingere sempre, dare apparenza di realtà a tutte le cose non vere!» scrive lo stesso Pirandello nel romanzo “Suo marito”.

Ma il confronto di una donna, figlia legittima del suo tempo e della sua terra, con quella grande menzogna che è la letteratura non può durare. E infatti non dura: Antonietta ne rimane schiacciata e la sua mente si offusca, si smarrisce e, infine, ne rimarrà sconfitta in modo defininivo.

Il matrimonio diventa un inferno. Pirandello tenta di far entrare sua moglie nell'arte, ma la psiche di Antonietta è troppo debole e a suo modo complessa per rispondere alle esigenze del marito. Così Antonietta rifiuta l'arte e le sue finzioni e, allo stesso tempo, però, viene rifiutata da un uomo che non poteva essere diverso da quello che era: un fingitore.

A peggiorare le cose ci si mette anche la realtà: Pirandello si innamora di Marta Abba, un'attrice molto famosa all'epoca; ancora una volta, dunque, in qualche modo la finzione artistica si intromette nella vita di Antonietta. Questo avvenimento, per Pirandello, fu anche motivo di rottura con un'altra donna, l'amata figlia Lietta, l'altra protagonista di questo libro.

Un libro dal quale, dunque, viene fuori il dramma di due donne, Antonietta e Lietta, costrette loro malgrado a una paradossale lotta contro un'entità astratta (la letteratura); entrambe perderanno: dopo un lungo periodo, durante il quale Pirandello le rimarrà sempre vicino, Antonietta entrerà in manicomio per non uscirne più; Lietta si sposerà con un ufficile cileno e con il padre non avrà più lo stesso rapporto. Entrambe, come si vede, saranno condannate alla solitudine.

Ma c'è una terza donna: Anna Maria Sciascia, figlia del grande Leonardo Sciascia (la cui opera è inestricabilmente intrecciata a quello del suo scrittore prediletto, Pirandello, appunto): «Questa indistinta percezione di inadeguatezza e inferiorità mi provocava uno stato di avvilimento e di sfiducia che mi portava alla chiusura, al rifiuto»; per lei è stato anche un modo per scrivere di se stessa e di un confronto non sempre prevedibile, anzi, il più delle volte sofferto, con il padre e con tutto quanto rappresentava.

IL GIOCO DEI PADRI
Anna Maria Sciascia
Pagine 96
Prezzo € 5.00
Anno 2009
ISBN 978-88-8309-282-4 -

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