I cani vanno avanti: buon libro o buon marketing?

I cani vanno avantiLa polvere sollevata dall'uragano pubblicitario che sta anticipando la calata sulle librerie italiane de I cani vanno avanti di Valentina Brunettin ha toccato anche questo sito. Su BooksBlog e altrove, I cani vanno avanti è stato coraggiosamente definito «il più disturbante, il più emozionante e direi anche il più importante tra i romanzi che ho selezionato in questi dieci anni di ricerca» dalla scatenatissima Giulia Belloni, curatrice della collana di narrativa italiana "Iconoclasti" dell'editore Alet.

Quando ho ricevuto l'elegante abstract per posta, nonostante la bufera e l'assoluta inadeguatezza delle compagnie aeree e ferroviarie italiane, con cattiveria puramente natalizia l'ho adagiato sul mio leggio di legno da 20 euro e ho telefonato alla mia povera signora per dargliene lettura. Priva di peli sul corpo e sullo stomaco, a differenza mia, lei è un'ottima cartina di tornasole del grado di disturbaménto (sm. Ant. alterazione di un ordine materiale, morale, intellettuale) generato da un qualsiasi fenomeno umano.

E a quanto sembra dalle sedici pagine lette, I cani vanno avanti è piuttosto disturbante. Forma narrativa al minimo sindacale per la scabrosa storia, in estrema sintesi, di una tredicenne mestruata avvezza a "limonarne uno per eccitarne sei" che, finita a un certo punto con «un paio di macchie violacee ai polsi» e «qualcosa di vischioso ... distribuito a fiotti tra viso e petto», riceve dall'amica rosicona solo un sovrappiù di crudeltà. «Se avremo una figlia glielo faremo leggere», ha commentato la cartina di tornasole, «così si terrorizza e non se ne va a puttaneggiare».

In effetti la vicenda, che appare una truculenta ma verosimile risposta al romanticismo adolescenziale mocciano, ha un certo sapore da fiaba morale che, secondo me, rappresenta anche gran parte del suo fascino.

Dico fascino perché queste sedici pagine si lasciano leggere con interesse. Lasciano un po' la voglia di sapere che fine faranno l'ingenua bambina sporcacciona, la sua amica brutta fuori e dentro, la sorella concubina del proprio stesso professore, il baldo Christian dalla «timida erezione» che «alita birra e ansia di sesso» (Christian, non l'erezione), i violentatori della notte, la nonna dell'amica «dalle mani curate» e il resto della fauna brunettiniana.

Se poi si tratterà di un buon libro o solo di buon marketing, lo scopriremo ai primi di febbraio.

  • shares
  • Mail