Per un Natale spirituale: Nel silenzio la comunione. Libro sulla Certosa di Serra San Bruno

Per un Natale spirituale: Nel silenzio la comunione. Libro sulla Certosa di Serra San Bruno

Prezioso libro quello che le Edizioni Certosa hanno pubblicato in questi giorni: Certosini a Serra San Bruno. Nel silenzio la comunione. Prezioso sia per l'edizione in sé (copertina rigida rilegata, sovraccoperta a colori, con cofanetto, grande formato – 34x25, 320 pagine) ma anche, e soprattutto, per il contenuto.

L'ossatura del volume è costituita dalla giornata del monaco della Certosa di Serra San Bruno (Vibo Valentia), che viene descritta ed illustrata ora per ora. Il libro contiene anche capitoli dedicati alla vita di San Bruno illustrata dalle tavole tratte dalle Belles heures del duca di Berry, concesse in riproduzione dal Metropolitan Museum di New York, alla storia della Certosa con i relativi riferimenti architettonici e artistici, all’ordine dei certosini e alle sue regole, al culto di San Bruno. Splendide le foto del grande fotografo spagnolo Fernando Moleres che per lungo tempo, nel 2008, ha dimorato presso la Certosa di Serra San Bruno. A proposito della vita monastica Moleres ha scritto:

La vita monastica, considerata nel corso dei secoli come una forma di vita superiore, si svolge lontana dai nuovi valori della società attuali e dimenticata perfino dalla nuova letteratura spirituale. Quali piccole isole-rifugio, esistono ancora comunità centrate nella preghiera e nel silenzio. In tali comunità l'umiltà e l'amore segnano il cammino verso la pace interiore. È la fiducia nel potere della preghiera che permette ai monaci di sentirsi utili nel mondo. Dice un maestro dei novizi della certosa: “Giungi al monastero dopo un primo innamoramento di Dio. Poi percorri le tappe. Se cerchi di vivere la grande morte, cioè se riesci a liberarti dagli attaccamenti, ad accettare la tua nuda essenza, senza consolazione né aspettativa, allora il tuo essere si libera e la vita si trasforma in serenità”.

I testi del libro sono stati scritti da un monaco certosino e rivisti da persone vicine alla Certosa (Fabio Tassone, Tonino Ceravolo ed Enzo Romeo).

Al Piccolo Principe, la volpe confida un segreto: “Non si vede bene che con il cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi”. È facile applicare queste affermazioni di Antoine de Saint-Exupéry all'esperienza del trascendente. Dio non si può vederlo, è al di là di tutto; si può raggiungerlo soltanto con l'amore, e così i mistici di tutti i tempi e di tutti i popoli hanno tracciato la via della comunione con l'Assoluto. Tuttavia il cristiano non si accontenta dell'incontro “spirituale” con l'essere supremo. Egli sa quante illusioni possono nascondersi nella mistica, dal momento che l'uomo ha tanta difficoltà ad avere un cuore puro, al quale solo è stato promesso di vedere Dio [...] Un giorno Dio ha assunto la nostra carne e non l'ha lasciata quando ritornato in cielo dopo la resurrezione. Anzi, per sempre, la carne è il luogo dove possiamo incontrare l'Altissimo. Ormai non c'è contemplazione mistica che possa ignorare la realtà terrena e l'umanità concreta. Il monaco non è un essere disincarnato, dissolto unicamente nella ricerca di Dio; è su questa terra che vive il suo ideale monastico e, in conseguenza, la sua vita ha una consistenza umana. (pag. 15)

Certosini a Serra San Bruno. Nel silenzio la comunione
fotografie di Fernando Moleres
Edizioni Certosa, 2009
pagine 320, euro 90,00

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