Ebook sì, ebook no. Intervista a Marco Croella, direttore tecnico di Simplicissimus Book Farm

Ebook sì, ebook no. Intervista a Marco Croella, direttore tecnico di Simplicissimus Book FarmE-book ed e-reader: o si amano o si odiano. Pare che una via di mezzo sia difficile da trovare. Abbiamo raccolto un po' di obiezioni sui libri elettronici e le abbiamo inoltrate a Marco Croella, direttore tecnico di Simplicissimus Book Farm. Di seguito le risposte di Marco Croella: un nuovo tassello per comprendere sempre meglio il nuovo che avanza.

Gli e-book sono una moda passeggera: ce ne sono state tante. Il libro cartaceo va avanti da secoli, mentre gli strumenti elettronici dopo pochi mesi diventano obsoleti.
Il libro cartaceo va avanti da secoli perché finora nessuna tecnologia è stata in grado di offrire una esperienza di lettura confortevole come quella della carta. La tecnologia dell'inchiostro elettronico sul quale sono basati gli ebook reader di cui tanto si parla negli ultimi due anni è in questo senso rivoluzionaria: non si legge più da uno schermo che illumina il viso di chi legge, generando stanchezza e irritazione agli occhi, ma da uno schermo "morto", sul quale le pagine sono stampate a tutti gli effetti. Su questi schermi la lettura avviene per luce riflessa, con un comfort per l'occhio che di fatto è lo stesso del supporto cartaceo.

Secondo Umberto Eco è solo nel libro cartaceo che mezzo e contenuto coincidono: basta avere un po’ di luce e si può approfittare della cultura che il libro propone. Lo stesso non si può dire dell'ebook.
L'osservazione di Eco è formalmente corretta. Vorrei tuttavia far notare che la non coincidenza tra mezzo e contenuto è un vantaggio, e non un limite: la possibilità di fruire di un contenuto su più contenitori significa poter accedere a una molteplicità di opportunità differenti a chi legge. Quanto al fatto che per leggere un libro cartaceo basti solo la luce, anche questo è verissimo, il libro è una tecnologia semplicissima ed efficace per diffondere la cultura. Lo stesso si può dire delle scarpe, che sono una tecnologia semplicissima ed efficace per spostarsi. Se poi per spostarsi posso accedere anche a una serie di tecnologie alternative, non vedo perché non lo si debba poter fare per la lettura di un libro!

“Io amo l'odore delle pagine appena stampate, amo lo stropiccio che sento voltando le pagine... inutile: amo il libro e la sua fisicità!”
... e nessuno ti vuole negare questo piacere! La domanda che mi sentirei di porre è tuttavia: "Posto che tu ami l'odore della carta, il contatto con le fibre ecc., perché vuoi impedire a chi quell'odore non lo ama, o a chi accetta anche altri supporti, di utilizzarli?". Qui non si tratta di tecnologie alternative, ma di tecnologie che possono convivere. Se fino a ieri la carta era l'unico mezzo con il quale fruire un libro, oggi ho semplicemente più scelta: posso scegliere la carta, oppure posso scegliere un ebook reader. Il lettore ha delle possibilità in più non in meno, e proprio non riesco a considerare questo un male.

Ci sono ancora troppi pochi titoli disponibili in e-book... quindi meglio aspettare!
Legittimo, ma questo molto presto non sarà più vero. Come sempre si tratta per una nuova tecnologia, i contenuti all'inizio sono pochi, e poi crescono. Per dire: come SBF abbiamo da poco siglato un accordo con l'associazione FIDARE, che raggruppa circa 130 editori, per la conversione in formato ebook dei loro titoli.

Gli e-reader costano troppo e la spesa non vale l'impresa
Di certo al momento il prezzo degli ebook reader sconta il fatto che gli schermi sono tutti prodotti da un'unica azienda, la taiwanese PVI, che quindi ha di fatto in mano la leva del prezzo. Di certo i prezzi scenderanno con il diffondersi della tecnologia e con l'eventuale emergere di tecnologie concorrenti. Di certo, già ai prezzi attuali (circa 250 Euro) è possibile avere una convenienza nell'usare un ebook reader e gli ebook, invece di comprare libri cartacei, per i quali si va naturalmente a pagare anche il prezzo della carta e della sua gestione.

Mi sembra una cosa così macchinosa leggere da uno schermo portatile...
Leggere su un ebook reader può risultare macchinoso a molte persone... per i primi 10 minuti! Quella che posso raccontare è la mia esperienza personale: dopo il primissimo impatto con un oggetto che risulta totalmente nuovo, iniziando davvero a leggere un ebook mi sono ritrovato totalmente immerso nella lettura, esattamente come succede con i libri di carta. Quello che mi appassiona quando leggo è il contenuto, il contenitore passa totalmente in secondo piano.

Perché un editore dovrebbe scegliere di pubblicare in e-book? E perché un autore dovrebbe vedere il suo libro pubblicato in un modo che non ne garantisce i propri diritti?
Semplicemente perché così si potrà offrire ai propri lettori un modo in più per leggere i propri libri. E perché offrendo una gamma di opportunità superiore c'è una maggiore probabilità di intercettare dei lettori che altrimenti non comprerebbero un certo titolo o che semplicemente non entrerebbero in libreria.

La questione dei diritti che non verrebbero protetti è un falso problema. L'industria discografica ha dimostrato in modo lampante che ignorare o combattere i cambiamenti invece di adeguarsi e trovare nuovi modelli di business è il modo migliore per subire le peggiori conseguenze dei cambiamenti senza goderne dei vantaggi.

Alla fin fine chi ci guadagna è chi produce e vende gli e-reader, mica chi si occupa dei libri...
Questo non è affatto vero, e l'esempio lampante è quanto sta accadendo sul mercato statunitense che oramai già da alcuni anni è completamente votato a un'offerta contemporanea di cartaceo e digitale. Nella filiera del mercato editoriale digitale si ricreano all'incirca le stesse dinamiche di mercato dell'editoria tradizionale, con editori, distributori e retailer ognuno a fare la sua parte e anche a guadagnare per la propria parte.

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