Influenza A niente paura: intervistiamo Carlo Gargiulo

influenza AScusi, dottore...? La domanda nasce spontanea quando si ha davanti "il medico di famiglia" più famoso del tubo catodico: Gentile, Affabile, Rigoroso, Garbato, Istrionico, Unico, Laborioso, Ordinato. Per parlare di Carlo Gargiulo, medico che da anni collabora col programma Elisir su Raitre senza smettere la sua attività nel quotidiano, prendo a prestito le lettere che compongono il suo cognome, in questi giorni a campeggiare sul libro "Influenza A niente paura", novità Mondadori in libreria in questi giorni. E già il sottotitolo svela che dentro troveremo "tutto quello che devi sapere", eppure noi di Booksblog abbiamo preferito chiederne di più, direttamente a lui.


Cosa spaventa dell'influenza A?

La rapidità con cui si diffonde e la possibilità che un virus che ha fatto un salto di specie (maiale-uomo) possa ulteriormente mutare e diventare aggressivo come il virus della SARS, apparentemente sparita. Ilvirus influenzale A(H1/N1) è nato dalla combinazione di otto geni provenienti da tre specie virali diverse: quella suina, quella aviaria e quella umana.

Gran parte del popolo italico l'ha praticamente avuta ma non lo dichiara per pudore... non crede?
Non credo che il gran numero di malattie da raffreddamento che hanno colpito gli italiani siano da addebitarsi alla pandemia. Non bisogna infatti dimenticare che il cosiddetto "picco pandemico" ha coinciso con giorni di brusco abbassamento della temperatura che ha facilitato tutte le forme da raffreddamento (solo i virus del raffreddore sono oltre 300...).


Se muta il virus, il vaccino è ugualmente efficace?

Le notizie che abbiamo al momento confermano l'efficacia del vaccino anche sui ceppi mutati, tuttavia se la mutazione interessa le parti virali che hanno caratteristiche antigeniche, cioè quelle che stimolano il sistema immunitario a produrre anticorpi, il vaccino potrebbe perdere la sua efficacia. Per questo è opportuno vaccinare il maggior numero di soggetti nel minore tempo possibile.


È la stessa cosa dire influenza H1/N1 o A o "suina"?
Il termine "suina" andrebbe abolito definitivamente, dal momento che il ceppo virale di partenza era un ceppo di influenza suina, ma attualmente è un ceppo umano (si trasmette da uomo a uomo). Comunque nel linguaggio corrente è la stessa cosa.

Perchè i medici di base non si sono vaccinati tempestivamente, sapendo la sua capacità di "attecchire" a dismisura?
Ritengo che ci sia una scarsa conoscenza dei vaccini e delle vaccinazioni nella categoria a cui appartengo. Le motivazioni addotte sono state le più diverse, ma ahimè prive di qualsiasi consistenza scientifica. Inoltre, non si è compreso, neppure da parte della classe medica, che il vaccino ha una valenza sociale e non individuale. In altre parole, protegge la società dal rischio di un collasso conseguente al fatto che la metà della popolazione attiva potrebbe ammalarsi contemporaneamente e non serve a proteggere il singolo, dal momento che la benignità della sindrome non giustificherebbe un così massiccio intervento vaccinale.

Abbiamo fatto prima il vaccino per l'influenza stagionale e poi quello della A: ha un senso?
I tre ceppi virali presenti nel vaccino antinfluenzale non hanno niente a che vedere con il ceppo responsabile della pandemia, quindi per le categorie dei malati cronici da sei mesi a sessantaquattro anni servono entrambi e farne l'uno o l'altro prima o dopo non ha importanza.

Cos'altro ci dobbiamo attendere prma che finisca l'inverno?
Le ulteriori malattie respiratorie virali, quelle che una volta definivamo sindromi "parainfluenzali" e che sono dovute alle conseguenze dell'abbassamento della temperatura e dell'abitudine (tutta invernale) di soggiornare in luoghi chiusi ed affollati.

Influenza A niente paura
Carlo Gargiulo
Mondadori editore
pagine 138
Prezzo: € 12,00

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