Il ballo, di Irene Nemirovski

Antoinette vive in una bellissima casa. I genitori sono ricchi, o meglio si sono finalmente arricchiti, e non aspettano altro che di 'entrare in società'. L'occasione sarà, come ha previsto sua madre, la signora Kampf, un ballo a cui ci si sta preparando da giorni. Tanto da essere diventato una vera propria ossessione per lei. Il ballo dovrà essere perfetto: non si deve 'fallire' di fronte alle conoscenze che si cerca di acquisire con l'esibizione della propria ricchezza.

Ma nella mente di Antoinette, quattordicenne dai modi ancora infantili, cova un sentimento di rabbia nei confronti dei genitori, più che mai assenti nella sua vita. Lei sembra servire solo a dare fastidio alla madre - che litiga spesso con il padre per i preparativi - e e non riesce per niente ad entrare nel clima gioioso che dovrebbe caratterizzare la serata.

Tornando alla storia, manca un unico tassello perchè tutto sia perfetto: bisogna spedire gli inviti. A farlo viene delegata, forse per darle una qualche soddisfazione, proprio la 'piccola' di casa. Che, nella totale angoscia in cui si ritrova, escogiterà allora una innocente ripicca per vendicarsi di non essere al centro dell'attenzione. Per il suo non sentirsi amata. E questo piccolo gesto di ribellione, non confessato, cambierà per sempre la vita della sua famiglia. E Antoinette, in un certo senso, otterrà quello che vuole.

Una piccola costante nelle storie di Nemirovsky, di cui abbiamo già parlato per il David Golder, sembre essere infatti quella di ritrarre personaggi al culmine del successo (finanziario, prevalentemente) a cui all'improvviso cambia la vita. E le cui sventure servono a portare alla luce tante verità negate della loro esistenza. Il romanzo merita soprattutto per la sapiente interpretazione (ovvero per l'immedesimazione dell'autrice nei) tre differenti 'punti di vista' della famiglia (madre, padre, figlia) sulla preparazione della festa e in generale sulla società.

Irene Nemirovski
Il ballo
Adelphi
8 euro

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