Michele Santoro: comunque la pensiate, di Giandomenico Crapis

Michele Santoro, comunque la pensiateMichele Santoro: comunque la pensiate di Giandomenico Crapis è, con tutta evidenza, una biografia di Michele Santoro. Molto ben scritta, compilativa come una tesi di laurea, non aggiunge quasi nulla a ciò che i più affezionati spettatori del giornalista salernitano hanno già visto in TV (e su Youtube) o letto sui giornali. Sarà utile ai giovani fan di Santoro, coetanei di Beatrice Borromeo, per ricostruire le origini del mito; meno a chi odia il riccioluto giornalista, data l'assoluta benevolenza del narratore («flauti e arpe», ha scritto «Il Giornale»). Ma il libro di Crapis sarà utile soprattutto alla storiografia degli anni a venire: se non sparirà dalla circolazione, i successi, gli errori, le verità, le contraddizioni e soprattutto l'eterna resistenza santoriana contro la censura politica "bipartizan" non verranno dimenticati.

Da Specialmente sul tre a Samarcanda, da Il rosso e il nero a Tempo reale, da Circus a Moby Dick, a Il raggio verde, fino all'attuale Annozero. La vicenda televisiva di Santoro, che occupa naturalmente la gran parte del libro, segue una breve introduzione sulla vita di MS prima del grande successo televisivo. Una carriera come dirigente professionista del PCI e poi giornalista in una Salerno ribollente di passioni intellettuali e politiche, tra partitocrazia clientelare e le annose questioni del sud Italia. Per il piglio generalista con cui è trattata, è forse la parte meno interessante.

«Il testo non ci racconta nulla del Michele pre-puberale e del Santorino in età scolare, chissà che battaglie per la merendina libera o il diritto alla gita in pullman», scrive Bracalini su «Il Giornale» con un tono sbeffeggiante che pare tradurre in enunciati l'onomatopea PRRRRRR!, ma che - nonostante l'infantilismo - coglie uno dei difetti del libro. Alcuni spunti più puramente biografici e "privati" di Santoro, come il rapporto (conflittuale?) col padre, vengono accennati ma troppo poco sviscerati, probabilmente per carenza di fonti. Peccato.

Il resto è storia, anzi cronaca. Certo la biografia paga lo scotto di non aver saputo trasportare su carta la comunicatività pressoché unica del personaggio, che traspare solo dal video. Forse è un limite strutturale, o forse serviva la verve di un grandissimo scrittore. In ogni caso, questo è.

Michele Santoro, Comunque la pensiate,
di Giandomenico Crapis.
Pagine 288, editore Aliberti, € 16.oo

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