A margine di Emmaus di Alessandro Baricco. La presentazione televisiva con Fabio Fazio

A margine di Emmaus di Alessandro Baricco. La presentazione televisiva con Fabio FazioVolendo parafrasare lo stesso Alessandro Baricco di Carlo Magno, l’imbecille (in Barnum. Cronache del grande show, Feltrinelli, 1995, pag. 69), potrei dire: “A parte che l’uscita di un nuovo testo di Alessandro Baricco è degna di nota; a parte che il titolo del libro è di sicuro effetto; a parte che il salotto buono di Fabio Fazio è una garanzia; a parte tutto questo e altre amenità” la presentazione di Emmaus durante la puntata di Che tempo che fa di sabato 7 novembre mi è apparsa scialba, se non addirittura demotivante.

Mi chiedo sempre perché Fabio Fazio, la cui intelligenza è fuori discussione, debba continuamente sperticarsi in lodi che finiscono per soffocare l’autore di turno. Nella puntata in questione ci si è limitati a parlare di temi gradevolmente secondari del libro (infilandoci anche Marrazzo e trans del momento) ma tutto questo incenso ha impedito a Baricco di affrontare il tema che avrebbe dovuto rendere appetibile la sua ultima fatica: l’incapacità dell’uomo di riconoscere. A questo è stato dato un rilievo minimo, anche se il titolo richiama direttamente uno dei passi evangelici più belli in cui si affronta proprio il tema dello smarrimento. Si è parlato sì dell’incoscienza che l’uomo ha del tempo, ma non dell’incapacità che l’uomo ha di riconoscere se stesso, le proprie ideologie, e le proprie aspirazioni.

È pur vero che le presentazioni dei libri in genere sono faziose poiché si parla sempre bene del testo in questione, ma è altrettanto vero che l’esaltazione molto spesso annulla il risultato. La giusta idea di non scrivere nulla nei risvolti di copertina per invitare il lettore a penetrare personalmente nel libro, si è forse scontrata con una logica di (troppe) parole e (molte) lodi che potrebbero portare alla noia, più che stimolare la curiosità.

Foto | Anz60Emmaus, Monastero di Santo Domingo de Silos, Burgos (Spagna)

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