No Impact Man: vivere a impatto zero ed essere felici

Copertina No impact man Quanti di noi riuscirebbero a rinunciare a tutte le comodità alle quali siamo abituati per evitare di pesare sull'ambiente? Sostituire la macchina con la bicicletta, comprare solo alimenti e bevande prodotti vicino casa, staccare l'energia elettrica e quindi lavare i panni a mano, scaldare l'acqua per lavarsi e via dicendo. C'è chi ha provato e il risultato è questo libro, una sorta di diario dell'esperienza di un anno a New York a impatto zero.

No Impact Man si chiama Colin Beaven e nel suo progetto ha coinvolto tutta la famiglia. Pare che l'anno trascorso senza "comodità" abbia giovato al menage domestico: più intimità e momenti di condivisione, oltre al risparmio economico. Beaven ha realizzato anche un documentario da poco uscito negli Stati Uniti.

Insieme agli apprezzamenti per l'ambizioso disegno di Beaven non sono mancate le critiche: alcuni hanno ritenuto l'appellativo di Beaven troppo presuntuoso, mentre altri hanno citato coloro che vivono nelle baraccopoli come "le vere persone a impatto zero". Io credo che molti non abbiano la possibilità di seguire Beaven alla lettera per motivi oggettivi (chi lavora a trenta chilometri da casa e deve essere a lavoro alle otto di mattina avrà qualche difficoltà a usare la bicicletta ad esempio), ma in ogni caso ognuno di noi può attuare dei piccoli accorgimenti per diventare se non proprio un "No impact man" almeno un "Low impact man".

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