Come l'insalata sotto la neve, di Luca Gallo

Copertina di Come l'insalata sotto la neve Gambier vive in un luogo indefinito: non è morto, non sta sognando; “non vede, non sente e non parla, ma esiste e resiste.” E’ in paziente attesa della primavera, come l’insalata sotto la neve, appunto. E intanto cerca di riprendere le fila della sua vita e di ricapitolare quello che è successo.

Un’esistenza normale, o all’apparenza tale: una madre, un padre, un fratello mitico. Andando più a fondo si scopre che il capofamiglia è un frustrato che vive solo per la conceria in cui lavora, violento e ottuso; la mamma è sottomessa e ingenua. L’unico personaggio positivo è Tari, il fratello maggiore, anche lui, come Gambier, deve il suo nome a un tannino. Ripercorre la sua vita Gambier e si rivede a Torino, a scuola, con Emma, la ragazza dei suoi sogni, bellissima e “carismatica”, con Giuseppe, il migliore amico, quello delle scoperte sessuali e rivive la sua estate solitaria, la perdita della voce dopo lo scontro tra il padre e Tari, la gita con la Chiesa.

Scorrendo le pagine di Come l’insalata sotto la neve si fa fatica a capire quale sia il contesto temporale: in che anni siamo? I personaggi e le ambientazioni suggeriscono un periodo lontano, rievocano i romanzi di Fante e gli scenari di Queneau. Perciò è strano trovare i nomi di Scamarcio, Moccia e I Manonegra. La miseria umana in cui Gambier è immerso è filtrata dal suo sguardo limpido e meravigliato, come Sally Mara di Raymond Queneau. Anche i momenti deprimenti vengono descritti con l’incredulità e l’ingenuità di un ragazzino e per questo appaiono quasi come in un cartone animato. E’ un romanzo triste, ma anche divertente e scanzonato, pieno di personaggi colorati e vitali.

Come l'insalata sotto la neve
Luca Gallo
Intermezzi editore
€ 14,90

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