A 34 anni dall'omicidio di Pier Paolo Pasolini pochi se ne ricordano

A 34 anni dall'omicidio di Pier Paolo Pasolini pochi se ne ricordano2 Sono passati 34 anni dalla tragica e misteriosa morte di Pier Paolo Pasolini ammazzato sul lido di Ostia, ma pochi sembrano ricordarsene. Da una veloce ricerca tra le news pubblicate questa mattina su internet difatti, l'unico post che ricorda questa tragica ricorrenza si ritrova sulle pagine di Queerblog, mentre sembra che sulle testate online dei principali quotidiani nazionali l'anniversario sia passato completamente inosservato.

E' un peccato non vedere nelle pagine virtuali del Corsera, per esempio, qualcuno degli interventi di Pier Paolo Pasolini, tanto profondi quanto attuali nelle loro analisi e conlcusioni. Sì perché la caratteristica principale del Pasolini Corsaro, quello del Caos, delle Lettere luterane, degli Scritti corsari, giusto per fare qualche esempio, è la profondità e la capacità di vedere più in là dei suoi contemporanei.

Già a metà degli anni '70, infatti, Pasolini aveva intravisto e delineato con nitidezza impressionante il futuro sociale dell'occidente, dominato dal disimpegno, dalla religione dell'edonismo e da una grettezza intellettuale sempre più diffusa.

Solo su una cosa, forse, Pasolini si sbagliava: credeva probabilmente in un futuro segnato da una omologazione di stampo piccolo borghese, mentre i tempi che stiamo vivendo ci stanno dimostrando come, paralleli a questo fenomeno, corrano i binari di un'altra dinamica omologante, quella della povertà, quella di una classe che una volta si chiamava sottoproletariato e che oggi, pur non avendo nome, sta ingrossando le sue file a dismisura.

Foto | Wikipedia

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