La biblioteca dei morti di Glenn Cooper

La biblioteca dei morti di Glenn CooperCosa vi capiterebbe se vi venisse recapitata una cartolina bianca con su scritto il vostro nome, una data e il disegno di una bara? Da questo nucleo immaginate che si sviluppi una storia a voi estranea ma al tempo stesso coinvolgente: è quanto avviene ne La biblioteca dei morti di Glenn Cooper (Editrice Nord), caso editoriale del momento.

Tutto ha inizio il 7 luglio del 777 (7-7-777) a Vectis, antico nome dell'isola di Wight. In un monastero vede la luce il figlio di uno stupro: un bambino dai capelli rossi e dalla pelle chiarissima che nel settembre del 782, senza alcun motivo, comincia a vergare nomi e date. Questo però non lo veniamo a sapere subito, ma solo più avanti nello scorrere del romanzo.

Il romanzo è un andirivieni continuo dal medioevo ai giorni nostri, con questa spada di Damocle che sono le cartoline foriere di morte. La struttura narrativa del romanzo è agile e coinvolgente, anche se l'autore spesso si concede grandi digressioni riflessive in cui nulla sfugge al suo occhio. Un esempio potrebbe essere la descrizione di un sotterraneo in cui nulla sfugge, nemmeno il fatto che i mobili siano “impiallicciati da pochi soldi, ma la sedia era un costoso modello ergonomico” (pg. 173).

L'autore è un esordiente ma dimostra di saper dominare la tecnica narrativa con grande maestria e condivido l'osservazione fatta da alcuni lettori che sostengono che Glenn Cooper meriterebbe più successo di Dan Brown. In alcuni passaggi si sente un po' l'inesperienza dello scrittore, ma questo nulla toglie al testo. Interessante, poi, il fatto che si tratti di un libro che, in certo senso, si può leggere anche seguendo un filo che non sia quello naturale dello scorrere delle pagine: lasciandosi guidare dall'andirivieni del narrato, infatti, si possono seguire le diverse storie narrate e fare l'esperienza di una interessante lettura in contemporanea.

Per ragioni che forse non ci sarà mai dato sapere, il Signore ha affidato a noi, suoi umili servi dell'abbazia di Vectis, la custodia di questi testi miracolosi. Egli ha dato a questo giovane, Octavus, nato in prodigiose circostanze, il potere o, meglio, l'ordine di annotare la nascita e la morte di ogni anima nel mondo. Il destino dell'uomo è dunque svelato (pag. 284)

Ma, come leggiamo in copertina, “il destino di ogni uomo è un segreto sepolto nel silenzio”.

Glenn Cooper
La biblioteca dei morti
(traduzione di Gian Paolo Gasperi)
Editrice Nord, 2009
pagine 439, euro 18,60

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