Ecco perché il premio Nobel a Herta Muller è una grande opportunità

Ecco perché il premio Nobel a Herta Muller è una grande opportunità

Il trambusto che ha sollevato in Italia l'assegnazione del premio Nobel per la letteratura a Herta Muller ha avuto un'intensità elevatissima: da alcuni esponenti della critica giornalistica, in primis D'Orrico del Corsera, fino ad un sacco di lettori comuni, alcuni anche lettori di Booksblog, la vittoria della Muller è stata spesso vissuta con fastidio.

Anch'io, nel mio piccolo, ho avuto l'istinto iniziale di chiedermi chi diavolo fosse questa Muller, forse una parente dei produttori di yogurt, eppure studio lettere, scrivo in un blog di libri, produco una rivista di letteratura. Ma proprio per questo motivo mi sono subito imposto di riflettere e di vedere la cosa in modo intelligente. Non so chi sia Herta Muller? Beh, allora vuol dire che dovrò allargare i miei confini culturali, dovrò legegre qualche libro in più.

Ma quello che mi ha fatto definitivamente giudicare positiva la vittoria della Muller è un articolo apparso oggi sul Fatto Quotidiano, intitolato "L'editore del Nobel che gira in furgone e brinda a chinotto", un articolo che parla di un editore, Roberto Keller, che produce libri in soffitta, che ha pagato poco meno di 1000 euro per i diritti de Il paese delle prugne verdi e che ora, alla luce di questo Nobel, potrà dare un contributo forse importante, sicuramente originale, al panorama editoriale italiano. Se l'avesse vinto Philip Roth questo Nobel, o qualsiasi altro grandissimo autore, tutto questo clamore sarebbe servito a molto di meno.

Foto | Gazzetta di Parma

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