Un'intervista a Herta Muller, neo vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura


La motivazione ufficiale dell'Accademia Svedese nell'assegnare il Premio Nobel per la Letteratura alla scrittrice rumeno-tedesca Herta Muller è stata"la forza della poesia e la franchezza della prosa" con cui la scrittrice "descrive il panorama dei diseredati", ma di questa forza e di questa franchezza i lettori italiani (e forse non solo) non sanno praticamente nulla.

Ma a dimostrare la più completa ignoranza di questa poetessa e scrittrice, almeno in Italia, non sono solo i lettori più sprovveduti, come me, ma sono persino i critici, quelli che dai giornali danno ordine, con i loro giudizi, al caos letterario che ci circonda. Ma anche loro, temo, questa Muller non l'hanno mai sentita nominare.

Valga l'esempio di uno per tutti: Antonio D'Orrico, il critico letterario più letto d'Italia, quello che scrive sulle pagine del Corsera e di Sette, per intenderci, il quale oggi, poco dopo la proclamazione della Muller ha affermato ad AffariItaliani: "E' la conferma che non va dato più nessun valore a questo premio. La Müller è una perfetta sconosciuta, non è assolutamente un'autrice da Nobel". Come se fosse la fama a decretare le nomination al premio più ambito del mondo.

E' per questo, per iniziare a conoscerla, che vi propongo, con dedica particolare ad Antonio D'Orrico, un'intervista esclusiva, rilasciata dalla Muller a Mantova durante l'ultima edizione del Festival al sito La Compagnia del Libro. Sperando che la maggior parte dei lettori reagisca al meglio a questa inaspettata proclamazione: vale a dire cominciando a leggere questa scrittrice, piuttosto che screditando l'Accademia Svedese.

Via | La Compagnia del Libro

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