Istanbul, e la biblioteca nomade del Parc Gezi

Un luogo aperto per associare una ventata di cultura alla protesta turca.

L'hanno chiamata "Gezi Kütüphanesi" che in turco vuol dire più o meno biblioteca di viaggio, o biblioteca nomade. E' nata un po' così, su scaffalature improvvisate costruite grazie ad un impegno collettivo proprio nei giorni nei quali la Turchia laica si indigna della brutalità della polizia e insiste sulla grande ricchezza culturale per opporsi al declino.
E dati che nella protesta c'è ancora più bisogno d'informazione ecco che i libri hanno preso spazio proprio tra gli alberi del parco, offrendo il loro sostegno alle alte piante minacciate dall'abbattimento. La singolare biblioteca en plein air ci ricorda un'altra esperienza spagnola, quella del bosco dei libri di Terragona, ma con l'aggiunta dello spessore politico aggiunto dai fatti che stanno scuotendo la Turchia e unendo tutta una generazione in una protesta seria, che non manca di stimolare la grande ironia del popolo turco, come dimostra un altra delle definizioni utilizzate per riferirsi all'iniziativa "çapulcu kutuphanesi", la biblioteca dei saccheggiatori, in riferimento alla definizione con la quale il contestato primo ministro Erdogan ha definito i manifestanti.
Il riferimento per Ankara è stato fissato presso il parco Kuğulu, con relativa pagina facebook, e le testimonianze per immagini fioriscono anche su twitter dove l'hashtag per ritrovarle, per adesso ahimé quasi solo in turco, è #gezikütüphanesi:



Con rare eccezione in inglese che invita gli editori a donare qualche libro per la causa.

Via | gezikutuphanesi.blogspot.fr

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