Ancora polemiche su Il simbolo perduto di Dan Brown

Simboli massonici

Il prossimo 15 ottobre il Centro di ricerca sulla massoneria e la fratellanza terrà alla Sheffield University in Regno Unito un convegno su Il simbolo perduto, l'ultimo romanzo di Dan Brown che, come è noto, parla della massoneria americana.

Il direttore del Centro, dottor Anreas Onnerfors, ha spiegato allo «Yorkshire Post» che «l'idea tradizionale è che la massoneria sia un club per uomini ricchi e altolocati che intendano promuovere i rispettivi interessi economici; ma nel suo libro Dan Brown, che dimostra un'ottima comprensione delle tradizioni esoteriche, presenta un'ampia e accurata descrizione di alcuni altri aspetti della massoneria».

Insomma, si è capito che alla massoneria il romanzo di Dan Brown piace. E proprio per questo è disprezzato alla Chiesa cattolica. Sull'«Avvenire», giornale dei vescovi italiani, è uscita infatti una salace recensione dall'eloquente titolo «Dan Brown ai piedi della massoneria». Basterebbe il titolo.

Senza tanti giri di parole, per «Avvenire» il punto è che «mentre sparare sulla Chiesa è considerato, negli ambienti che frequenta Dan Brown, politicamente corretto, si ha la sensazione che quando deve trattare della massoneria lo scrittore proceda con cautela e scriva dopo avere infilato la mano in un bel guanto di velluto. Brown, così, scherza coi santi e lascia stare i fanti». Ancora più in sintesi: Dan Brown è malvagio, e «quando passa il treno di una cattiva causa, non manca mai di salire a bordo». Stavolta, evidentemente, il treno è quello della massoneria.

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