La leggenda di Lagonero, di Anna Lo Piano

Sapete che è davvero divertente, questo La Leggenda di Lagonero, della serie di Amelia e zio Gatto, scritta da Anna Lo Piano? Dopo avere iniziato a leggerla sono subito andata a dare una sbirciatina al profilo dell'autrice

“Amelia fissò incredula sua zia Giovanna e Ludmilla che ridevano. Poi diresse lo sguardo verso la spianata che avevano di fronte. Un prato arido e senza alberi...La cosa più terribile è che a loro quella roba vecchia piaceva. Forse dopo una certa età era normale trovare interessanti le pietre sui prati e gli archeologi”.

Ma sapete che è davvero divertente, questo La Leggenda di Lagonero, della serie di Amelia e zio Gatto, scritta da Anna Lo Piano? Dopo avere iniziato a leggerla sono subito andata a dare una sbirciatina al profilo dell'autrice: una che ha lavorato tanti anni in tv, e poi visto che le “sue storie erano così assurde che nessuno credeva fossero vere”, ha pensato “di rivolgersi a un pubblico più serio e consapevole: i bambini”. Massima stima, quindi.

Detto ciò, passiamo a parlare delle avventure di Amelia, che è una streghetta di 11 anni col suo bel caratterino – identico a quello di tutte le normali ragazzine umane, in realtà. Annoiata dalla fasciatura del suo piede che la costringe a starsene sprofondata nel divano immersa nella lettura di un noioso manuale di incantesimi.

E ancora più annoiata all'idea di starsene in villeggiatura ospite di quell'amica di sua zia, Ludmilla, in quella casa piena di cianfrusaglie mentre quelle due non fanno altro che spettegolare per i fatti loro. Senza parlare di suo zio, “un animale. E non lo diceva per offendere. Era davvero un animale. Gatto, per chi tiene alla precisione”. Salvato da un incidente, nel suo passato, dalla misteriosa Gattara.

Però, però. Può anche accadere, cara Amelia, che una bella gita a Lagonero (“bella” per la zia e la sua amica, naturalmente) può trasformarsi da quel “supplizio” che è a qualcosa di molto piacevole, se capita di intravvedere all'improvviso i begli occhi di Sebastiano, un dodicenne “con qualche problema di disciplina a scuola”. Ma tanto, tanto carino.

E l'estate, guarda caso, grazie a lui si fa abbastanza appassionante, soprattutto se c'è la scusa di indagare insieme su proteste e dicerie della popolazione locale e un diario ritrovato che parla (accidenti) proprio di un tesoro nascosto lì sotto. Un tesoro, o qualcosa di più...spaventoso? Non svelo di più.

Per un assaggio dello stile di questa serie, consiglio Il blog di Amelia e Ale.

Anna Lo Piano
La leggenda di Lagonero
Sinnos ed.
12.50 euro

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