Scrittrici erotiche: intervista a Rodesia Vichi

Scrittrici erotiche: intervista a Rodesia VichiNel corso dell'estate vi avevamo proposto due libri eroticiEsibizionista a pagamento e Mio re dagli occhi belli – scritti da Rodesia Vichi con la quale ci siamo soffermati a fare due chiacchiere sia sui suoi libri che sui libri erotici in genere.

Parlaci un po' di te.
Innanzitutto vi dico che sono italiana. Lo preciso perché so che il mio nome − che non è uno pseudonimo − trae un po’ in errore. Sono nata a Fermo, da genitori anconetani, ma vivo da sempre in Emilia. Ho fatto studi tecnici abbandonati a un passo dal traguardo, per passare a studi socio-pedagogici. Già allora la mia vocazione per la brusca sterzata faceva bella mostra di sé. Ho iniziato a scrivere otto anni fa. Per gioco, per desiderio di una nuova avventura. Il coinvolgimento è arrivato dopo. Come nelle più belle storie d’amore. Niente racconti. È stato subito romanzo. Ed è stato subito eros. Se mi chiedi il perché di questa scelta, ti do una risposta che richiama il noto quadro di Gustave Courbet esposto al museo d’Orsay: mi sono cimentata subito con il genere erotico, perché la sessualità è l’origine del mondo.

“Mio re dagli occhi belli” e “Esibizionista a pagamento”: come nascono, in cosa differiscono e in cosa si somigliano
Io invento. Ma per riuscire a farlo, mi occorre il contributo della realtà. Non è difficile ottenerlo, basta solo vivere, attendere, osservare e ascoltare. Presto o tardi l’ispirazione arriva. E si fa sempre sentire bene. Ho visto un bellissimo amore andare in fumo per colpa della meschinità altrui: ne ho rubato l’anima e vi ho costruito attorno Mio re dagli occhi belli. Ho visto l’Italia e gli italiani attraverso gli occhi di un ragazzo ucraino: ne ho fatto l’intelaiatura di Esibizionista a pagamento. I due romanzi sono molto diversi tra loro. Addirittura opposti. L’amore da “dolce stil novo” del primo, è in completa antitesi con la perversione che dilaga nel secondo. Però, come hai notato anche tu, si completano a vicenda. Soprattutto se letti nell’ordine inverso a quello di pubblicazione, ossia prima Esibizionista e dopo Mio re, che tra l’altro è l’ordine in cui sono stati scritti. Accostati e uniti, per quanto siano una sorta di sacro e profano, possono simboleggiare varie cose, come la crescita interiore, la consapevolezza acquisita − che non è uguale a pentimento o liberazione dal vizio – l’essenza dell’essere umano.

In cosa si somigliano? Be’, principalmente nella chioma fluente dei due protagonisti maschili. Battute a parte, si somigliano soprattutto nel tema del “diverso”. Diversi dalla massa libertina di oggi sono Mavi e Valerio, che contrastano il desiderio che li ossessiona pur di mantenere in vita un amore che sa di religione. Diverso è Oleksandr, in quanto immigrato in terra straniera. E finiscono tutti e tre per pagarla di persona. Il bello è che non hanno commesso niente di male. Anzi, sono meglio di tanti altri. Però sono “diversi”. E questo pare sia una colpa.

Alcune mie amiche che hanno pubblicato romanzi erotici mi hanno detto che i lettori chiedono sempre se si tratta di libri autobiografici o di fantasia. Capita anche a te? Perché se una donna parla di erotismo viene spesso vista con occhi maliziosi?
Sì, mi capita, e anche spesso. Ma me lo chiedono solo per avere conferma di ciò che pensano fermamente, cioè che si tratta di autobiografia, o di verità enfatizzata e decorata. E di questa idea restano. A prescindere da ciò che rispondo. Tendono tutti a vedere l’autrice nell’eroina della storia, e a credere lo scritto una specie di “diario del peccato”. Forse perché influenzati da popolari erotici presentati appunto come autobiografici. Forse perché, crogiolandosi in questa illusione, li leggono con più gusto.

L’occhio malizioso credo derivi proprio da questo. Pensano che tu abbia commesso uno sproposito di atti impuri poi, non paga, li hai pure sbandierati ai quattro venti. Ergo, sei “espansiva” e audace, che tradotto nella lingua del maschio diventa prodotto appetibile. Però si fermano all’occhio malizioso: la figura della scrittrice mette sempre un po’ soggezione.

I libri erotici di Rodesia Vichi

Quali letture stanno dietro i tuoi libri?
Immagino che tu alluda alle varie citazioni presenti nei libri, in particolare nel primo. Siddharta di Hermann Hesse. Al di là del bene e del male, Friedrich Nietzsche, al cui superomismo un pochino – ma solo un pochino – mi sono ispirata per creare Mavi e Valerio. Numerosi testi filosofici dai quali ho estrapolato il famoso gnothi sautonconosci te stesso – iscrizione sul tempio di Apollo a Delphi, e motto di Socrate. Cantico dei Cantici di Salomone, in una versione praticamente introvabile con cui ho fatto l’introduzione di Mio re dagli occhi belli. Io leggo un po’ di tutto, e non disdegno neanche i fumetti. Agli erotici mi sono avvicinata solo di recente, per metterli a confronto con i miei, e sono partita da Pauline Reage, Historie d’O. Prima di questo, avevo letto solo Porci con le ali, quand’ero poco più di una bambina. La narrativa contemporanea mi piace poco, non mi emoziona, non mi lascia nulla. Apprezzo soprattutto i classici, i miti, i poemi epici, che rileggo spesso e volentieri, sempre con brividi, e in molti dei quali continuo a cogliere sfumature deliziosamente erotiche.

Spinge egli il ferro nel bel sen di punta,
che vi s’immerge, e il sangue avido beve;
e la veste, che d’or vago trapunta,
le mammelle stringea tenera e leve,
l’empie d’un caldo fiume.

Il duello all’ultimo sangue tra Tancredi e Clorinda, la guerriera della Gerusalemme liberata. Bellissimo. Colmo di doppi sensi.

Progetti futuri?
Sto terminando il mio quinto romanzo. Quinto perché calcolo anche i due che stanno nel cassetto dove è giusto che restino. Poi forse proverò a cimentarmi con un altro genere: i romanzi erotici, in questa Italia piccina che si prostituisce con indosso la tonaca, sono destinati a rimanere in disparte, in una bella nicchia polverosa e piena di ragni. Mi tenta l’horror. Un bell’assurdo fatto di soprannaturale, creature fantastiche, arcano e terrore. Se un giorno ne pubblicherò uno, poi mi verranno a chiedere se sono un vampiro?

  • shares
  • Mail