Spiaggia magica, di Crockett Johnson

“È una variazione su un tema poetico, una lezione di geografia fisica, un messaggio del Consiglio di Sicurezza e una gara di ortografia, tutti avvolti in un unico pacchetto”. Così l'autore di Spiaggia magica, Crockett Johnson, descrive questo libretto, Spiaggia magica

“Nulla accade realmente in una storia” disse Ben. “Le storie sono solo parole. E le parole sono solo lettere. E le lettere sono solo diversi tipi di segni.”

scritto dopo la pubblicazione del successo internazionale Harold e la matita viola (pubblicato in Italia da Einaudi).

Con il suo tratto minimalista mi ha fatto tornare alla mente lo splendido disegno dell'aviatore protagonista del Piccolo principe, quando il bambino gli chiede di disegnargli una pecora.

E davvero si tratta di un piccolo capolavoro in bilico sulla soglia della poesia, per cuori intelligenti (ovvero esclusivamente "bambini piccoli" o "bambini grandi", come dice mio nipote). Ma in realtà a pensarci bene è anche un libro da regalare magari proprio a qualcuno che il cuore lo ha messo da parte perchè è troppo impegnato a pensare, contare, guadagnare o guardarsi allo specchio.

Comunque, passiamo un po' alla trama: in un deserto di forme, come due Didi e Gogo in miniatura trapiantati da Aspettando Godot in una anonima spiaggia, così davanti ai nostri occhi ci sono i tratti Ann e Ben, rimasti soli davanti a poche linee che distinguono appena orizzonte da terraferma.

Bimbi che discutono delle cose più importanti del mondo, come tutti i bambini quando si scambiano le loro confidenze, d'altronde: di cosa sia davvero “la realtà”, ad esempio. Basta scrivere qualcosa, per crearla, a volte, se il mare te la restituisce sulla sabbia. Basta “crearla” o desiderarla davvero, forse. Ma qualcuno dimentica il reale valore delle parole – di quelle come “potere”, ad esempio.

Parole guarda caso difficili da spiegare a un bambino – e allora la “storia” si complica, i personaggi dimenticano di essere appunto solo “personaggi” e i bimbi escono dalla creazione e ritornano alla realtà.

E a volte si sa, basta solo il ritorno di un'onda per farci sciogliere davanti agli occhi tutto quel che (credevamo) di aver costruito, se non ricordiamo chi ce lo aveva messo davanti agli occhi. E se ci dimentichiamo di essere solo “creature”, appunto.

E così comparve il latte, in calici di cristallo.
“Hai ragione” disse Ann. “È più divertente essere in una storia che leggerne una.”
“Dipende da come finisce” disse Ben.

Crockett Johnson
Spiaggia magica
Orecchio acerbo ed.
16 euro

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