In vacanza con l'enigmistica di Stefano Bartezzaghi: intervista

bartezzaghiAnche questa estate, l'enigmistica si prende i suoi tempi e le sue rivincite, nero su bianco. Merito di Stefano Bartezzaghi, grande esperto di gioco intellettuale, classe '62, che tutti i giorni si confronta con i lettori nella versione on-line della sua rubrica settimanale di Repubblica "Lessico e nuvole"; di lui la Mondadori ha appena sfornato "Il libro dei giochi per le vacanze", un "diletto perfetto" come anticipa un refuso in copertina, storpiando il titolo di un celebre libro della Christie, con il preciso obiettivo (raggiunto) di invitarvi a prender carta e penna per risolvere i 160 indovinelli, parole crociate altri giochi di parole italiane che farciscono il volume.

Ma se Stefano parlasse di Bartezzaghi, cosa direbbe del più grande enigmista made in Italy?
Non sono sicuro di aver capito la domanda. Se si riferisce a mio padre, Piero, che sicuramente è stato fra i grandissimi dell'enigmistica, direi che era una persona molto seria e molto divertente e che era nato per fare cruciverba ed enigmistica in genere. Alcuni suoi giochi sono letteralmente incredibili: e alla sua epoca, niente computer e niente motori di ricerca, tutta memoria personale. Se invece la domanda è riferita a me, allora posso assicurare di non essere affatto un grandissimo enigmista. Mi sono trovato, per diverse vicende e fortune personali, a un incrocio in cui era possibile fare passare un po' di enigmistica in luoghi (giornali e libri) in cui non se n'era mai vista molta, e per mettere i giochi dell'enigmistica vicino alle altre forme di cultura nazionali.

Le vie del signore, nell'enigmistica sono finite?
Sì, perché l'enigmistica è combinatoria e quindi ogni soluzione è sicuramente una combinazione delle ventisei lettere dell'alfabeto. A rendere tutto aleatorio c'è la possibilità di un errore dell'autore, o di chi pubblica il gioco: ma se non ci sono errori allora il solutore può sempre arrivare alla soluzione.


Nel libro, oltre ai cruciverba cosa c'è?
Ho cercato di integrare giochi molto tradizionali, come cruciverba e indovinello, con altri giochi inventati per l'occasione. Ci sono, per esempio, certi rebus alla rovescia, in cui al lettore viene data una vignetta che rappresenta direttamente la soluzione di un rebus (per esempio un famoso lago, una famosa piramide) e il lettore deve risalire da questa al rebus. Un altro gioco richiede di trovare il "refuso" in una frase che apparentemente può funzionare anche da sola. E' un gioco che mi è venuto in mente un giorno che in un articolo ho letto che «lo zar Alessandro II era così appassionato allo champagne Roederer che un certo anno ne orinò l'intera produzione».

C'è un gioco su tutti che si sente di consigliare al lettore di Booksblog?
Gli consiglio di provarli tutti, e di non concentrarsi su quelli che gli vengono facili o che conosce già: la mia ambizione sarebbe quella di appassionarlo a giochi nuovi.

Ha mai pensato a delineare un identikit dell'enigmista?
Non è molto possibile, perché si tratta di una passione molto diffusa. Anche nella cerchia, assai ristretta, degli enigmisti accademici si va dal professore universitario al disoccupato.

Stefano Bartezzaghi
Il libro dei giochi per le vacanze
Mondadori
Pag. 246
Prezzo: € 16,50

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