Grand Central Terminal. Rapporto da un pianeta estinto: un racconto fantascientifico di Leo Szilard illustrato da GiPi

Grand Central Terminal. Rapporto da un pianeta estinto: un racconto fantascientifico di Leo Szilard illustrato da GiPi
Questa nuova edizione del racconto fantascientifico di Leo Szilard proposta dall'editore romano Orecchio Acerbo è veramente notevole. Da una parte l'incredibile ironia del racconto, fondata su quel processo di alterazione del punto di vista che vede forse nella Sentinella di Fredrich Brown l'archetipo più famoso, dall'altra la magistrale capacità di interpretazione di GiPi, uno degli illustratori italiani più validi in questo momento, autore di incredibili graphic novel.

Il racconto è, per l'appunto, il classico rapporto di scienziati che arrivano su un pianeta di cui sanno ben poco, deserto, devastato da una guerra nucleare e si trovano di fronte ad un mistero. Il mistero da risolvere (e qui scatta l'ironia dovuta al cambio di punto di vista) riguarda l'interpretazione della funzione di alcune strane stanze che gli osservatori extraterrestri trovano nel Grand Central Terminal di New York, due piccole stanzettine con attaccati alle porte due disegni, un uomo e una donna.

Lo strano mistero dei cessi, perché di quello si tratta, arriva poi a livelli di impensabile complessità e una domanda divide gli scienziati. A cosa servivano i piccoli dischi di metallo che gli umani introducevano nelle porte nell'atto della defecazione? Tra le ipotesi ce n'è una assurda, che quegli oboli fossero il fulcro, il vero motore della società, unica motivazione che faceva lavorare gli umani, incapaci se no di cooperare. Ma il mistero alla fine si svela: la spiegazione più facile e più realistica è infatti quella che vede in quegli oboli, in quei dischi metallici che gli umani chiamavano monete, degli oggetti rituali utilizzati durante i riti di defecazione, ma esclusivamente nei luoghi pubblici.

Leo Szilard e GiPi
Grand Central Terminal
Orecchio Acerbo
euro 13,00

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