Book to the Future, Leggere e parlare di libri al tempo dei social network

Nello spazio Book to the Future del Salone Internazionale del Libro di Torino, si è svolto il convegno Il book ci mette la face, una tavola rotonda sul parlare dei libri al tempo dei social.

Tra le conferenze in programma allo spazio Book to the Future del Salone del Libro di Torino, una delle più gettonate (come molti altri l'ho seguita seduta sulla moquette fuxia) è stata quella dal titolo Il book ci mette la face - Leggere e parlare di libri al tempo dei social network. La conversazione (che ha coinvolto Marco Ghezzi di Book Republic, lo scrittore Matteo Marchesini, Giulia Mozzato di WUZ e Barbara Sgarzi di Zazie) è partita dall'interazione di scrittori e lettori sui social network e si è subito spostata sulla questione delle recensioni online.

Un punto dolente per molti autori, democraticamente colpiti nell'amor proprio senza differenze di casta: più famoso, meno famoso, esordiente, vecchia gloria, nessuno è risparmiato dalla ferita narcisistica. O almeno, capita che soccombere allo scoramento sia un'esperienza diffusa; poi c'è chi reagisce pubblicamente e chi invece fa spallucce ma poi è un fatto tangibile che la prassi del feedback immediato, muti l'atteggiamento di chi scrive.

Grazie ai social, si crea una percezione nuova, veloce e resa tagliente dal fatto che la rete offre strumenti semplici e a costo zero per esprimersi; in un mondo virtuale dove è molto più frequente la critica piuttosto della lusinga. Come mai? Da quel che ho capito, è meglio non star lì a chiederselo troppo; dice uno dei relatori che in fondo "se non ti piace la recensione, butta il giornale!" e paga di più vivere questi mezzi per comunicare con i lettori, che hanno il diritto di stroncarti se vogliono e tu, autore, non te la prenderai. Dopotutto dice l'adagio: purchè se ne parli...

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