UFO: è morto John Keel


Nel silenzio totale dei media italiani, il 3 luglio scorso è morto John Alva Keel, l'autore di The Mothman Prophecies, in totale povertà nel suo appartmento alla periferia di New York, tra lo sporco e il degrado, dopo aver passato gli ultimi anni in auto-esilio dal mondo.

Oltre che autore del libro che ha ispirato l'omonimo film con Richard Gere, John Keel è stato un giornalista, un grande scrittore e indagatore dell'occulto, anche se lui amava definirsi demonologo, o meglio ancora forteano, dal nome del suo mentore Charles Fort (1874-1932), anch'egli sconosciuto nel nostro paese. Il lascito di Keel è costituito da numerosi e seminali libri sull'ufologia, tutti per lo più avvolti dalla leggenda.

Col suo testo più famoso, The Mothman Prophecies (edito in Italia da Sonzogno), Keel ha raccontato i fatti avvenuti nel biennio 1966-67 a Point Pleasant, West Virginia, e segnatamente le apparizioni di Mothman, creatura alata e antropomorfa avvistata da innumerevoli testimoni, e di misteriosi "uomini in nero" (men in black), che tanto hanno influenzato l'immaginario collettivo mondiale. Di Mothman John Keel ha parlato anche in Creature dall'ignoto (tradotto dall'editore Fanucci, che speriamo lo ristampi presto), raccogliendo ben ventisei diverse testimonianze oculari.

Secondo il bravissimo Simone Berni, che ha diffusamente parlato di Keel nel suo splendido Dischi volanti e mondi perduti - A caccia di libri proibiti vol.II, il testo più importante dell'autore statunitense è UFO: Operazione Cavallo di Troia, pubblicato in Italia dalla casa editrice MEB nel 1975 e oggi praticamente introvabile.

Si tratta di uno "studio approfondito ed esauriente", come scritto sulla copertina dell'edizione italiana, "sugli UFO e le forze che li controllano. Esiste una massiccia cospirazione ai danni dell'umanità? Siamo forse proprietà di sconosciuti 'superiori' extraterrestri? Un'ipotesi di terrificante plasibilità".

The eighth tower, mai tradotto nella nostra lingua, è uno dei libri più densi e significativi di John Keel. "Il contenuto di The eighth tower", spiega ancora Simone Berni, "è stupefacente. In questo libro c'è tutto. Le pagine grondano di riferimenti e di misteriose teorie sul significato di Dio e dell'esistenza umana. E' sottovalutato, e mi chiedo se questo dipenda da un calcolo ben preciso o da pura causalità".

Il colpevole silenzio mediatico che nel nostro paese ha accompagnato la scomparsa di questo grande intellettuale non lascia ben sperare quanto alla possibilità di rileggere - o leggere per la prima volta - in italiano le sue interessantissime opere. Ma non è detta l'ultima parola.

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