La stiva e l'abisso di Michele Mari, uno splendido romanzo per l'estate

la stiva e l'abisso di michele mari Non è la prima volta che parlo di Michele Mari, scrittore milanese che da poco ha superato i cinquantanni e che ha già dietro di sé una buona quantità di libri editi che tra romanzi, studi saggistici (è professore di letteratura italiana all'Università statale di Milano, un diario militare, un libro di poesie e, ultimamente, anche una stupenda guida, illustrata da Velasco Vitali, sulla città di Milano.

Questa volta voglio parlarvi di quello che a mio parere è il suo miglior romanzo, La stiva e l'abisso, pubblicato la prima volta da Bompiani nel 1992 e ripubblicato dieci anni dopo da Einaudi: ambientato tra gli immobili flutti dell'oceano, su un galeone spagnolo immobilizzato dalla bonaccia.

Il libro si struttura sull'intrecciarsi di tante storie e di tante voci, ognuna con i suoi accenti e i suoi registri, tutti estremamente studiati da Mari. C'è il capitano, relegato nella sua cabina da una cancrena ad una gamba che lo consuma e ne avvelena la lucidità, c'è Menzio, il secondo, ignorante e burbero, c'è un misterioso Clandestino dalla parlata affascinante e composita che mescola genialmente le lingue di tutti i porti del mondo, dall'arabo al genovese, dallo spagnolo al latino. E poi ci sono i marinai che, visitati nottetempo da degli strani pesci che trasfondono loro i ricordi dei marinai morti in mare a cui hanno mangiato gli occhi.

Tutti questi personaggi, ognuno con la propria voce, creano la rete finissima che cattura il lettore in un reticolo di storie che si intersecano che, tutte insieme, diventano un'unica voce, un'unica storia sulla magia dell'arte del racconto, sul potere dei sogni. Un libro assolutamente indimenticabile.

Michele Mari
La stiva e l'abisso
Einaudi
euro 9,50

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