Stelle cadenti, un romanzo tra candore ed alienazione

Copertina del libro Stelle cadenti di Bambino delle stelleNon è facile parlare di Stelle cadenti di Bambino delle stelle pubblicato dalla Arduino Sacco. Rientra in quei libri che non ammettono vie di mezzo: piacciono o non piacciono. A me è piaciuto, anche se qualche difficoltà l'ho trovata.

La prima è nello pseudonimo usato dall'autore che occhieggia ai tanto famosi bambini indaco che, se vogliamo, sono a metà strada tra sciamanesimo e autismo. Uno pseudonimo che esprime al contempo candore ed alienazione, sentimenti, questi, che ricorrono per tutto il testo, visto che il protagonista principale - che è anche l'io narrante - è proprio il bambino delle stelle. Ma proprio questo candore e questo senso di alienazione, questo desiderio di vivere in un mondo altro è anche uno dei principali pregi del testo.

La seconda difficoltà - e al contempo grande pregio, a mio punto di vista - è che non si tratta di un libro. Ed è l'autore stesso a dirlo, sia fra le righe che in una lettera indirizzata al lettore che troviamo a metà libro e che non è presente nell'indice: un messaggio che l'autore vuole mandare solo al lettore che effettivamente si avventura tra le pagine del testo:

Io vedo solo vicoli ciechi, città senza centro, strade sterrate e mai terminate, foto sbiadite, ombre sui muri. Mi dispiace così tanto se ti sto deludendo, caro lettore. Sì, lo so che le cose non stanno andando come ti aspettavi [...] Che razza di bluff è questo? [...] Le risposte che aspetti difficilmente arriveranno, i personaggi che attendi è improbabile che ritorneranno e voglio essere sincero fino in fondo con te: io non credo che nessuno verrà più a salvare queste pagine dalla deriva. Te lo dico io e di me ti puoi fidare, non è necessario che tu debba arrivare per forza alla fine se non ti va. Scatto foto e non riordino, infrango specchi e non raccolgo (pag. 73)

È questa disorganizzazione a dare un pregio particolare al romanzo; sono le dissolvenze che aiutano ad entrare nel personaggio e la sua storia che è una storia molto semplice: un ragazzo che cerca l'amore e fa diverse esperienze prima di trovare quello giusto. Ma poi lo trova? Più che un romanzo in cui compaiono dei personaggi, Stelle cadenti è un romanzo nel quale i personaggi scompaiono (come asserisce l'autore alla fine del testo).

Ho trovato interessanti alcune riflessioni sulla scrittura sparse nel testo:

È per salvarmi dal ricovero che scrivo; una volta che riesco ad appoggiare i miei pensieri su un foglio poi se ne vanno. Li esorcizzo così. Solo che poi arrivano pensieri nuovi che li sostituiscono e si ricomincia. Sono condannato a scrivere sempre, insomma, oppure ad impazzire (pagg. 82-83)

E ancora:

Quanti altri leggeranno davvero con interesse ciò che scrivi? Coloro ai quali hai praticamente fatto trovare la tua arte sotto il cuscino perché ci tenevi ad avere un loro parere, quelle povere vittime, quando davvero avranno apprezzato quel gesto, con quanto interesse ti avranno letto e quanto hanno davvero sentito loro quello che leggevano? (pag. 94)

Stelle cadenti è un interessante romanzo. Ma che non può prescindere dall'esperienza personale del lettore perché, come conclude l'autore “qualunque cosa vi dicano sul mio conto... non ci credete”.

Bambino delle stelle
Stelle Cadenti
Arduino Sacco 2009
132 pp, euro 12,00

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