Alle sett'albe di Fabio Centamore: racconti da un imprecisato futuro

Copertina del libro Alle sett'albe di Fabio CentamoreAlle sett'albe di Fabio Centamore è una raccolta di racconti ambientati in un non precisato futuro e in luoghi vari che non sono questa terra. Ma non solo. Alle sett'albe si può anche leggere come un unico romanzo che ha diversi punti di vista sulla nostra terra e, soprattutto, sulla nostra dimensione di essere umani. Il titolo può essere ben compreso alla luce dell'ultimo racconto che così inizia:

– Mi aiuti Dottore, sono l'uomo più disperato del mondo.
Raniero Frediani, medico condotto da ormai sedici anni, si trasformò in una statua di sale per lo stupore. Era ormai sua consolidata abitudine alzarsi prestissimo, “alle sett'albe” dicevano i suoi vecchi zii. Gli piaceva proprio venire ad aprire lo studio di prima mattina

Quindi, se si vuole, una traduzione pratica del detto popolare Il mattino ha l'oro in bocca. Ma, scavando più a fondo, l'ultimo racconto può essere anche una chiave di lettura per tutti gli altri sette racconti che, in un certo qual senso, raccontano di sette albe, di sette inizi, di sette situazioni diverse per guardare gli altri e se stessi da punti di vista sempre nuovi e diversi, perché, come leggiamo in quarta di copertina “tutto cambia, tutto si trasforma e nulla rimane uguale a se stesso. Troppe forme di vita, troppe incognite. Come non impazzire davanti ad una simile vastità”.

Tra i testi di Fabio Centamore quello che mi è piaciuto di più è Qualcuno dovrà, in cui un bimbo – quasi novello Wall-E –, disobbedendo alla madre, seduto sulle ginocchia del nonno guarda, dalla base spaziale in cui vive, la Terra con il telescopio:

Saldamente agganciato fra le braccia del vecchio, il bimbo si rituffò sul telescopio. Non voleva perdersi nemmeno il più piccolo particolare di quel pianeta così colorato e scintillante come una gemma sullo sterminato panno del firmamento. Qualcosa di vago attirò la sua attenzione sulla superficie terrestre. Appena al di sotto dell'equatore, semi oscurato da un leggero sbuffo di nuvole, captò un debolissimo guizzo con la coda dell'occhio. Un riflesso? Il banale scintillio di un lago o molto altro? Qualunque cosa fosse, si disse serrando le labbrucce colore rubino, un giorno qualcuno sarebbe dovuto tornare laggiù a vedere.

Una interessante raccolta di racconti. Forse venti euro come prezzo di copertina, però, è un po' troppo alto.

Fabio Centamore
Alle sett'albe
Tespi 2009
pp. 300, euro 20,00

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