Il Salone del Libro di Torino e la promozione della lettura in Italia

Il “Rapporto sulla promozione della lettura in Italia” sarà presentato al Salone del Libro di Torino durante un incontro che vedrà partecipare editori, librai, bibliotecari, insegnanti, autori, esponenti di istituzioni e associazioni, lettori.

Il Salone del Libro di Torino e la promozione della lettura in Italia

Uno degli incontri più interessanti del Salone del Libro di quest’anno è quello che si terrà sabato 18 maggio, alle ore 16, in Sala Blu. In quell’occasione, infatti, il Forum del Libro presenterà il primo rapporto sulla promozione del libro della lettura in Italia. Interverranno editori, librai, bibliotecari, insegnanti, autori, esponenti di istituzioni e associazioni, lettori.

Il Rapporto si può scaricare gratuitamente dal sito dell’Associazione Forum del libro. Dicono gli estensori del documento:

Lo studio costituisce la più aggiornata indagine sulle attività di promozione che si svolgono nei tradizionali luoghi della lettura – come la scuola, le biblioteche, le librerie –, ma analizza anche il successo dei festival e dei premi letterari, la funzione promozionale esercitata dai media e la ricchezza rappresentata dal tessuto diffuso dell’associazionismo e del volontariato, di cui si presentano esperienze di eccellenza e buone pratiche.

Il Rapporto è molto denso e completo. Dopo un primo capitolo in cui analizzano i vari modi in cui si legge in Italia (a scuola, nelle biblioteche, il ruolo delle librerie, gli eBook e i diversi festival), si scende nello specifico e si guarda alle principali azioni di promozione della lettura, come Nati per Leggere, Ottobre piovono libri, il Maggio dei Libri. Si affrontano poi i vari premi letterari e alcune campagne audio-video. Uno sguardo alla normativa di riferimento sia a livello regionale che internazionale completa il quadro.

Nella conclusione del Rapporto leggiamo:

Ci sembra che si possa pacificamente affermare che il settore mostra una ragguardevole vivacità, cui tuttavia fa da riscontro una notevole difficoltà a incrementare la percentuale di lettori, ferma da troppo tempo. È di questa contraddizione che bisogna prendere atto ed è da questa stessa contraddizione che occorre partire, se si vuole modificare la situazione attuale.

E ancora:

Spetta a tutti gli attori coinvolti – dagli autori ai lettori più forti e motivati, dai bibliotecari agli insegnanti, dai librai agli editori – e a tutti coloro, singoli o associazioni, che sono impegnati sul terreno della promozione della lettura, il compito di collaborare alla elaborazione di proposte, arricchendole col loro contributo, unendo gli sforzi e convergendo sulle iniziative più valide.

Soprattutto:

bisogna riconoscere e valorizzare le buone pratiche delle associazioni di base e delle realtà del volontariato che nei più diversi ambiti hanno promosso sul territorio la lettura di libri negli ultimi decenni.

Ecco, secondo me questo è un passaggio importante: spesso – troppo spesso – si punta solo sulle grandi realtà, sui grandi marchi editoriali, sui nomi blasonati e si trascurano le piccole realtà, le autrici e gli autori sconosciuti ai più, le case editrici minori che lottano ogni giorno per sopravvivere. Eppure sono proprio queste realtà dimenticate che tengono vivo, quotidianamente, l’aspetto culturale italiano. Non che i grandi non lo facciano, sia chiaro. Ma nel tessuto quotidiano sono i piccoli a farla da padrone. E andrebbero valorizzati.

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