Gli editori scolastici affermano che il web non deve uccidere il cartaceo

Libri tradizionali contro web

Se la parola d'ordine è il web, alcune case editrici scolastiche sostengono che il web non deve uccidere il cartaceo. Ulisse Iacomuzzi, della SEI-Società Editrice Internazionale afferma:

“L'editoria scolastica è in linea con la norma ma la norma non è in linea con la realtà. Noi non facciamo testi informativi, bensì testi formativi: è una grande differenza”.

E Roberto Valle, ad della De Agostini, gli fa eco:

“Siamo d'accordo con quanto previsto dalla legge, l'editoria scolastica sul web però non costa meno di quella sul cartaceo. Noi siamo aziende, facciamo del libro di testo un progetto. Il problema non comunque solo razionalizzare. In gioco c'è molto di più. L'ideale è un sistema misto: carta e multimediale”.

E ancora Marco Griffa, ad di Loescher:

“Il libro è ancora uno strumento tecnologicamente perfetto, poiché ci obbligano per legge ad ampliare l'editoria scolastica sul multimediale, per noi editori non è un problema. Ricordiamo tuttavia che gli aspetti tecnologici non sono uguali per tutte le discipline scolastiche”.

In particolare, le case editrici fanno notare che i libri via web si scontrano con un settore scolastico e con molte famiglie che non hanno nemmeno l'adsl o non sanno come utilizzare il computer.

Vero interessa per i libri e la cultura o tornaconto economico?

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