Uccisa perché poetessa

NadiaQuando la notizia è uscita, ho subito scritto un post, ma poi ho preferito cancellarlo: troppo ribrezzo.

Ma oggi mi arrivano segnalazioni di lettori con l'esortazione a parlarne, e non mi sento più di sottrarmi.

La notizia di nera arriva dall'Afghanistan e riferisce che una giovane poetessa di 25 anni è stata uccisa dal marito perché poetessa. L'uomo, che davanti alla Polizia si difende rinnegando l'omicidio, ha picchiato la giovane fino alla morte.

La donna si chiamava Nadia Anjuman, di 25 anni, di Herat, e coltivava la passione per la scrittura.

Una passione che non aveva potuto portare avanti durante il regime talebano, ma che alla loro caduta si è esplicitata con la pubblicazione di un libro di poesie e la partecipazione al circolo di poetesse di Herat.

Un libro bello, che parlava di amore, un amore casto e spesso mistico.

Ma questo libro non è stato visto di buon occhio dalla mamma e dal marito della giovane, che si sono accordati per picchiarla fino alla morta.

Il marito-assassino, pensate, è perfino laureato in letteratura. Ma continua ad affermare che con quel libro aveva disonorato la famiglia.

La giovane donna lascia una figlia di sei mesi, e un libro intitolato "Gul-e-dodi", Fiore rosso scuro.



La storia, ribadisco, è a dir poco raccapricciante. E purtroppo non è unica nel suo genere. Per questo Booksblog vorrebbe aprire, con l'aiuto dei lettori, una piccola parentesi su questo lato oscuro del mondo. Segnalateci questo genere di notizie, ci serviranno per un progetto più ampio a cui stiamo aderendo.

Inoltre, vi chiedo di aiutarmi a cercare qualche testo di Gul-e-dodi, per poterlo pubblicare su queste pagine. Io sono riuscita a trovare solo questo, in arabo. Se qualcuno che sa tradurlo ci manda il testo, ci farà davvero una cosa gradita.

  • shares
  • Mail