Che fine fanno gli oggetti smarriti? Una risposta nel romanzo di Andrea Tosti

Copertina del libro Oggetti smarriti di Andrea TostiQuando ero piccolo mi capitava di trovare tanti oggetti smarriti per strada. Ora ne trovo di meno o forse sono più distratto. Il romanzo Oggetti smarriti di Andrea Tosti (Paoletti D'Isidori Capponi Editori, 2009) racconta dove vadano a finire gli oggetti dispersi. Nello specifico Andrea Tosti descrive la vita all'interno di un grande deposito di oggetti smarriti che raccoglie tutto quello che viene perduto sulla terra. A parlare è un dirigente di settore che spiega come funziona il tutto e gode nell'illustrare i metodi di classificazione e la vita degli impiegati in questo centro – impiegati il cui unico scopo di vita pare essere quello di catalogare e sistemare gli oggetti smarriti. Finché un giorno tra gli oggetti persi si trova un bambino.

“Una volta arrivò [...] anche un bambino. Non ho dubbi che fosse stato dimenticato perché qui non può arrivare nient'altro che oggetti smarriti. Fosse stato abbandonato sarebbe stato trovato morto, o magari tremante, sui gradini di una chiesa in una fredda giornata d'inverno, o anche in qualche cassonetto, come spesso si legge sui giornali che qui arrivano in gran quantità; ma se ci fu consegnato può voler dire solo che qualcuno lo dimenticò da qualche parte, e presto ne perse memoria, come un qualcosa di mai esistito.

Non chiedetemi come si possa dimenticare un bambino; non saprei rispondervi, e infatti non ho notizia di altri casi simili avvenuta dall'apertura di questi magazzini. Del resto non riesco ugualmente a immaginare come si possano smarrire degli oggetti pur ingombranti come dei carri armati, delle barche da diporto o delle intere collezioni di dischi in vinile lasciate in una qualche casa dove ormai non si abita più” (pagine 9-10)

Andrea Tosti, attraverso uno stile pulito ed efficace, riesce ben a descrivere il cinismo e la cura maniacale dei dipendenti della Società che gestite i magazzini e, al contempo, mette in risalto la vita che esplode in questo bimbo mano a mano che passano gli anni... Il libro è molto ben scritto e la descrizione dei grandi magazzini con i metodi di catalogazione mi è piaciuta (vuoi per la mia formazione di bibliotecario...) Anche l'edizione è molto ben curata con quasi inesistenti sviste tipografiche.

Nel leggere il romanzo Oggetti smarriti mi sono tornati in mente altri due libri e un film di animazione. Il raccontare la storia degli oggetti mi ha riportato alla memoria il bellissimo racconto di Dovlatov, La valigia in cui l'autore russo racconta le avventure di alcuni oggetti che erano finiti nella sua valigia anni prima (e poi dimenticati). Alla memoria si è affacciato anche Sepúlveda con la Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare perché vola solo chi osa farlo. Infine, il film di animazione Z la formica che ruota tutto intorno alla asfissiante realtà di un mondo chiuso quale è un formicaio e l'ansia di diventare qualcuno fa fare brutte scelte.

Andrea Tosti
Oggetti smarriti
Paoletti D'Isidori Capponi Editori 2009
pp. 120, euro 13,00

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