Prendere il controllo sul mio corpo, la mia mente: autobiografia di Monica Seles

selesVi dice nulla Monica Seles? Presente nella classifica delle tenniste più grandi di tutti i tempi, risorge dalla ceneri per raccontare come è riuscita a sconfiggere la bulimia portando a casa il trofeo più prestigioso: in palio c'era la sua vita. Dopo nove trofei Grand Slam, il baratro, la caduta in un mare di disordini alimentari. Li avrebbe potuti prendere a racchettate se solo ne avesse avuto la forza.

La sua confessione in un libro che titola "Getting a Grip: On my Body, My Mind, Myself" (che tradotto diventa "Prendere il controllo sul mio corpo, la mia mente"). Una storia con un finale
lieto grazie a un infortunio: "All'età di trent'anni dovetti smettere di giocare perché mi avevano messo un gesso per tre mesi. Pensai: ingrasserò e mi spaventai perché sapevo che sarei stata molto infelice. Ma per la prima volta nella vita mi liberai di tutti i dietologi, gli allenatori, i consiglieri. Mi resi conto che dovevo guardare dentro me stessa, affrontare le mie emozioni".

Tutto iniziò nel 1993, quando un fan della rivale Steffi Graf l'accoltellò alla schiena, nel corso di un match ad Amburgo. "Rimasi delusa quando la Graf mi annunciò che avrebbe giocato la finale del torneo, e poi quando tutte le tenniste tranne Gabriela Sabatini si opposero all'idea di congelare i miei punti in classifica durante la convalescenza. Mi resi conto che il tennis era solo un business". Dopo 28 mesi la Seles tornò sui campi da gioco, seguita da un'ombra: la bulimia.

Via | Ubitennis

Foto | Flickr.com

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