Giovani e belli, di Concetto Vecchio

giovani e belli di concetto vecchio La casa editrice Chiarelettere si conferma come una delle più attente al declino sociale italiano e forse la più interessata a mobilitare le coscienze di chi ancora, e sono sempre meno, ha voglia di capire fino a che punto siamo caduti in basso, tentare di comprendere fino a che punto continueremo a scavare.

Quest'ultimo libro pubblicato dalla casa editrice milanese, dal titolo Giovani e belli, è un ritratto di una delle più grandi tragedie del nostro tempo, quella della generazione nata tra la fine degli anni settanta e la prima metà degòli anni ottanta, quella che ha avuto la fortuna di nascere quando di cominciava a pensare alla "fine della storia", al raggiungimento della pace, del progresso e della felicità universali, ma che ha poi dovuto fare i conti con la realtà.

La realtà per i giovani trentenni di oggi, quelli di cui parla Vecchio in questo suo libro, è a dir poco disarmante, ma come ben dice Giorgio Fontana nella sua recensione a questo libro, pubblicata sulle pagine virtuali del Sole24Ore, "la condizione terribile dei giovani oggi è diventata una banalità — un fatto fondamentalmente accettato. E poche cose sono più amare di un problema reale percepito come banalità."

Concetto Vecchio
Giovani e belli
Chiarelettere
euro 14

Via | Chiarelettereblog

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