Shakespeare scriveva per soldi, di Nick Hornby

hornby"I libri, ammettiamolo, sono meglio di qualunque altra cosa. Se organizzassimo un campionato di fantaboxe culturale, schierando sul ring i libri contro il meglio che qualunque altra forma d’arte abbia da offrire, sulla distanza di quindici riprese… be’, i libri vincerebbero praticamente sempre.” (da 'Una vita da lettore')

Allora: se avete apprezzato 'Una vita da lettore', la raccolta di brani scritti dal vecchio Nick in qualità di scrittore-recensore (a modo suo) per la rivista 'The believer'; se adorate quel suo 'divagare', ovvero prendere spunto da un libro per parlare sì del libro, ma anche di tutt'altro, dandovi un'ampia visuale sui privatissimi fatti suoi; se vi piace il modo di Horby di fornirvi libri e autori 'digeriti' dalla sua mente, impastati delle sue emozioni, mediati dalle casualità della sua esistenza.

Insomma, se vi rispecchiate in questo, sappiate che la storia non finisce lì, e che il vecchio Nick ci informa che, oltre al fatto 'di non averlo mai fatto' (come diceva Bukowsky) 'Shakespeare scriveva per soldi'. Nel testo, pubblicato da Guanda, ancora una volta notazioni, racconti di vita e dubbi che girano tutti, ovviamente, intorno ai suoi libri, in una sorta di 'diario di letture'.

Questa volta, leggo, Hornby parla di Shakespeare, Miller e di libri per ragazzi, ma anche di film e di come, grazie ai mondiali di calcio, sia riuscito nell'impresa di passare addirittura un mese senza leggere.

Nick Hornby
Shakespeare scriveva per soldi
Guanda
14 euro

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