Classici: La lingua salvata, di Elias Canetti

"Da quando avevo 10 anni è per me una sorta di articolo di fede credere che sono fatto di molte persone, della cui presenza in me non mi rendo assolutamente conto." Un grande classico per chi ama i romanzi di formazione, le storie di famiglia e le 'storie dalla Storia', ovvero la storia vista attraverso gli occhi dei suoi testimoni.

Il romanzo 'La lingua salvata' è solo il primo della trilogia dello studioso (1905-1994) di 'Massa e potere', vincitore del Nobel per la letteratura nel 1981 e autore del più celebre 'Auto da fè'.

Questo primo libro (seguono 'Il frutto del fuoco' e 'Il gioco degli occhi') narra della sua infanzia e preadolescenza, dello scorbutico nonno ebreo, della morte del padre ("in quelle ore ho imparato il silenzio in cui si raccolgono le forze dello spirito") e del mondo in cui successivamente lui stesso bambino riesca a salvare la vita alla madre, semplicemente tenendola stretta, di notte, per impedirle di seguire il marito nella tenebra.

Sono gli anni del sostegno reciproco con la madre, della gelosia per i suoi conoscenti maschi, delle lunghe conversazioni sul teatro. "Allora ancora non capivo cosìera la vastità - scrive l'autore - eppure lo intuivo: contenere in sè moltissime cose, anche tra loro contraddittorie, sapere che tutto ciò che sembra inconciliabile sussiste tuttavia in un suo ambito, e questo sentirlo senza perdersi nella paura, e anczi sapendo che bisogna chiamarlo con il suo nome e meditarcisi sopra: ecco la cosa che proprio da mia madre ho imparato, ed è la vera gloria umana".

Ma soprattutto, sono gli anni dell'innamoramento per la lettura (bellissimo vedere come nasce in lui, grazie ai regali del padre, la passione per i libri) per il difficile apprendimento del tedesco e della scuola, in cui i tic e il carattere di ogni professore rimarrà per sempre impresso nella su memoria di ferro, perchè "non è affatto vero che l'itinerario attraverso gli anni abbia per tutti lo stesso carattere: alcuni arrivano alla scuola già vecchi,(...) e non riescono a ringiovanire. Altri, invece, si liberano gradualmente dal senso di vecchiaia che si portano addosso, e recuperano la giovinezza perduta".

Anni in cui, preadolescente, invece di perdere la testa dietro alle ragazze, passa i pomeriggi a seguire conferenze. Gli anni del 'paradiso' viennese, che gli toccherà abbandonare per trasferirsi in Germania con la madre, che vuole fargli vedere com'è la vita lì dopo la prima guerra mondiale.

Lei infatti vuole fargli guardare negli occhi la sofferenza vera, lontana dalle emozioni provate con la sola lettura dei suoi libri preferiti, perchè a volte, confinandosi solo nella parola scritta, 'si crede di aprirsi al mondo e si paga questa cosa con la cecità delle cose più vicine'

Elias Canetti
La lingua salvata
Adelphi
10 euro

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