Un fuoriclasse vero, di Sergej Samsonov

Semën Šuvalov è il protagonista di Un fuoriclasse vero, romanzo d’esordio di Sergej Samsonov, appena uscito per i tipi di ISBN Edizioni. Il vero tema del libro, però, è racchiuso nel sottotitolo: Distopia calcistica. Ma andiamo per ordine.

Siamo nei primi anni Novanta, Semën è un ragazzino apparentemente poco portato per la scuola, tanto che tutti lo prendono in giro, a partire dalla maestra, in realtà tutta la sua attenzione si concentra in un unico pensiero costante: il calcio, quello vero, giocato nei grandi club europei. Il suo idolo è Cruijff, e dunque il suo sogno è giocare nella squadra che esprime il più bel gioco, il Barcellona.

Semën scopre il fascino del pallone in un improvvisato campo di calcio nei sobborghi di Mosca, dov’è nato e dove vive con un padre troppo comprensivo e una madre estremamente preoccupata del futuro dell’unico figlio, il quale però non fa altro che tornare a casa con i pantaloni sporchi e strappati dopo aver corso tutta la giornata dietro a una pallone, trascurando tutto il resto.

Com’è giusto che sia, il piccolo Semën del mondo del calcio coglie soltanto il lato, diciamo così, romantico. Fare magie col pallone e far andare in estasi migliaia di tifosi. Punto. La sua visione non cambia di una virgola, e la sua determinazione non accenna a chetarsi, nemmeno quando entra nella scuola di calcio più famosa di Russia: la CSKA, ovvero il Club Sportivo Centrale dell’Esercito.

Qui cominciano gli anni dell’apprendistato che lo condurranno, una decina d'anni dopo, al successo e alla popolarità, ma il sogno non è ancora realizzato: Semën vuole giocare il calcio vero, vuole giocare nel Barcellona. Finalmente l’Europa si accorge del fenomeno russo, ma Semën rinuncia ad andare in Germania, per esempio, e rinuncia anche a una sostanziosa offerta di un magnate russo proprietario di una squadra di calcio inglese. Peccato che il magnate sia anche un esponente di spicco della mafia.

Particolare non da poco, visto che per Semën sarà l’ostacolo da superare per approdare alla squadra dei suoi sogni che, dal canto suo, farà di tutto per avere il fenomeno. In modo rocambolesco, il russo riesce ad arrivare in terra spagnola dove viene accolto alla stregua delle grandi star come Ronaldinho, Deco, Xavi Hernández. L’ingaggio e gli introiti relativi agli sponsor sono altissimi.

E qui entra il sottotitolo: Distopia calcistica. Fin qui la visione calcistica del Diavolo dell’Est non è ancora cambiata: vuole giocare e giocare bene. E il bello è che a Barcellona tutto gli riesce con una sospetta facilità, segna e fa sognare. Fin quando un tifoso, considerato poco meno di un fuori di testa, lo accusa di essersi venduto al sistema pubblicitario. Un gesto che innesca un meccanismo perverso tale da spingere Semën a credere che sia tutta un’enorme montatura. Allora, Semën è un grande calciatore o non lo è? Le sue magie calcistiche sono vere? Dopo tanta fatica, sembrerebbe di sì. Eppure qualcosa non quadra: nessun contrasto, nessun difensore lo affronta o tenta di fermarlo. Il nuovo chiodo fisso del fenomeno russo sarà dunque scoprire se è sul serio tutta una montatura in modo che gli sponsor guadagnino soldi a palate, oppure se è un giocatore vero. A Semën non resta che trasformarsi in un inconsueto detective per scoprire la verità, a costo di mettere tutto in discussione.

Sergej Samsonov
Un fuoriclasse vero
Distopia calcistica
ISBN Edizioni
185 pagine
15 euro

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