La guerra agli eBook da parte di editori e librai

Secondo diverse associazioni della filiera del libro, l’uso degli eBook a scuola nuoce alla salute. Quando non si hanno argomentazioni, si gioca la carta della salute che fa sempre effetto.

La guerra agli eBook da parte di editori e librai

Quando non si sa hanno più argomentazioni, o se ne hanno poche, ci si gioca la carta della salute. Si sa, la salute prima di tutto! Così l'Associazione italiana editori (Aie), la Federazione della Filiera della Carta e della Grafica, l'Associazione librai italiani (Ali) e l'Associazione nazionale agenti rappresentanti e promotori editoriali (Anarpe) emette una nota congiunta in cui sostengono che il libro di carta dovrebbe rimanere irrinunciabile per il suo valore pedagogico. La nota è contro il decreto Profumo per i libri di testo che dispone ai Collegi dei docenti di adottare solo libri in versione digitale o mista a partire dall’anno scolastico 2014/2015. Dicono nel comunicato che

a oggi non è dimostrato da nessuna parte che l'impatto sempre più pervasivo degli strumenti elettronici sui ragazzi non sia nocivo per la salute, senza contare che la memorizzazione e la comprensione sono meno sollecitati dai supporti elettronici.

È molto più salutare, infatti, che i bambini vadano a scuola con pesanti cartelle pieni di libri (che poi, visto che parliamo di libri, non dimentichiamo l'inchiostro che certamente non è salutare, senza andare a scomodare i monaci de Il nome della rosa). La storia della memorizzazione, poi, me la ricordo da quando andavo a scuola io: c’era la demonizzazione della calcolatrice! La risposta a questa obiezione è molto semplice: 42 (perché, per dirla con il megacomputer di Guida galattica per gli autostoppisti, “penso che il problema sia che voi non abbiate mai saputo veramente qual è la domanda”).

Nella nota continuano:

Ribadiamo la volontà, già ampiamente dimostrata, di favorire l'innovazione tecnologica nell'ambito scolastico, ma riaffermiamo la totale contrarietà al decreto ministeriale dedicato alle scelte dei libri scolastici.

Si va a scomodare addirittura il principio costituzionale della libertà di insegnamento:

Il decreto oltre a non tenere conto delle indicazioni del parlamento, volte ad assicurare equilibrio, misura e gradualità, e a non limitare l'autonomia delle scuole e il principio costituzionale della libertà di insegnamento, non considera in alcun modo l'insufficienza infrastrutturale delle scuole (banda larga, Wi-Fi, dotazioni tecnologiche,...).

Considerato che realizzare un eBook è molto più semplice che un libro cartaceo e che i docenti stessi potrebbero scrivere dei sussidi di immediata fruizione per gli alunni, credo che la libertà di insegnamento in questo modo viene ancora più assicurata.

La nota ha ragione, comunque, quando parla dell’insufficienza infrastrutturale delle scuole italiane.

Sinceramente da blogger e da piccolo editore non vedo questi problemi: ho sempre ritenuto che l’importante sia leggere (e studiare) e il mezzo è, appunto, solo un mezzo.

Via | TMNews
Foto | Johan Larsson via photopin cc

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