Fabrizio Rondolino su La Stampa critica il fenomeno Saviano

roberto saviano Sul numero de La Stampa di qualche giorno fa, Fabrizio Rondolino, giornalista, critico e autore televisivo, ha pubblicato un articolo molto duro contro il tentativo di far diventare una moda la lotta contro la mafia, tentativo che avrebbe il suo baricentro vitale nella figura di Roberto Saviano, il supereroe.

L'analisi di Rondolino suona inaccettabile a molti (dalla "Vespa" anonima di Terza pagina del Sole24Ore, per esempio, che con il suo tipico sarcasmo ipercorrosivo attacca duramente il giornalista torinese) ma, in realtà, contiene, a mio parere, una presa di posizione degna almeno di essere valutata. Ma, osservando le reazioni (della carta stampata e dei lettori in carne ed ossa) non sembra affatto così; in questo momento, infatti, è sufficiente criticare il fenomeno Gomorra e/o Roberto Saviano per essere attaccati con asprezza, accusati come minimo di invidia o, al peggio, di mafia.

La cosa mi sembra francamente inaccettabile, Roberto Saviano sembra essere diventato uno scrittore incriticabile, perfetto tout court, un supereroe (Disgraziato il paese che ha bisogno di Supereroi) ed è un peccato sia per lui che potrebbe finire col credersi perfetto, sia per noi che perdiamo un argomento di discussione importantissimo. E' per questo dunque che vi invito a leggere l'articolo di Rondolino e a cercare di riflettere realmente sulla questione, sul fenomeno Saviano in generale, sul suo libro, sul film (secondo me un'oscenità, ma non è questo il momento di parlarne), ma soprattutto sul circo mediatico che circonda e alimenta questo fenomeno e di cui Saviano probabilmente è più vittima che altro.

Foto | Flickr

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