Riviste letterarie: il numero zero di Finzioni magazine

borges"Consideriamo i libri come oggetti culturali costantemente in relazione tra loro in un sistema interdefinito di libri e di discorsi attorno a essi, da cui acquistano valore e identità. Per questo vogliamo essere lettori, non scrittori". Queste le interessanti premesse della rivista letteraria FinzioniMagazine, che prende spunto dal titolo di un libro J.L Borges, 'Finzioni', in cui l'autore recensisce libri immaginari costruendo una ideale biblioteca in cui ognuno sia legato all'altro in una rete infinita.

Protagonisti degli articoli di questo interessante 'Numero zero' segnalato in una presentazione via mail e disponibile in pdf, sono Comma 22, ma anche il Giovane Holden di Salinger (una lettura che parte dal linguaggio, più che dall'icona che l'aspirante 'Catcher in the rye' era in passato) ma c'è anche il Verbosometro da ritagliare (dalla 'brezza verbosa' alla 'verborrimia'), una intervista a Gianluca Morozzi.

Molto carina l'idea della 'scalata' a Proust, ovvero un 'diario del lettore' impegnato nella lettura dell'opera omnia del vecchio Marcel. Ma ci sono anche le 'pillole di scienza' (in questo numero ci smontano la 'particella di sodio' della pubblicità) o le lettere dei lettori (lettori di libri, le questioni ruotano intorno a quelli). Il tutto con una scrittura diretta, semplice, con testi di non più di una-due cartelle, ispirati dal motto citato proprio nell'editoriale: “Menino vanto altri delle pagine che hanno scritte; il mio orgoglio sta in quelle che ho lette”. Lo disse Borges.

Foto | Flickr

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