È morto Franco Califano, cantante, scrittore e poeta

Nella serata di ieri, 30 marzo, è morto Franco Califano. Oltre a canzoni che sono diventate celebri, Er Califfo ha scritto diverse poesie e alcuni libri.

Franco Califano

Er Califfo è andato a trascorrere la Pasqua di là. Ieri sera, infatti, Franco Califano è morto. Aveva settantaquattro anni.

Celebre per le sue canzoni e anche per il modo di cantarle, Califano era anche poeta e scrittore. Le sue poesie erano spesso in forma di sonetto e attraversate da un umorismo licenzioso che tanto piaceva al suo pubblico. Ricordiamo, per esempio, Il gigante de casa, Beata te, te dormi, Nun me portà a casa, Pasquale l'infermiere, Cesira, Avventura con un travestito, La seconda. Diverse sue poesie sono raccolte nel libro Monologhi e poesie romanesche pubblicato nel 1991.

Dei libri di Franco Califano ci siamo occupati a lungo su Booksblog, in particolare de Il Calisutra. Storie di vita e casi dell’amore raccontati dal maestro (Castelvecchi, 2006). Il tema del sesso è presente anche in altri titoli del Califfo: Il cuore nel sesso. Libro sull'erotismo, il corteggiamento e l'amore scritto da uno “pratico” (sempre per Castelvecchi, 2000) e Sesso e sentimento (Keybook, 2004). Altri suoi titoli sono stati Diario segreto di un uomo da strada (Davoli, s.d.) e Senza manette (intervista con Pierluigi Diaco) (Mondadori, 2008). Ne Il cuore nel sesso scrisse:

Cari amici, io mi sentirò vecchio solo 5 minuti prima di morire ma penso di essere in grado di raccontarvi alcuni trucchi del mestiere. In realtà quello che mi preoccupa veramente è l’ipocrisia dei nostri giorni. Nonostante Internet, i computer e i cellulari satellitari, quello che ci manca è la vera comunicazione. Oggi tutti pensano di sapere tutto. Manca l’umiltà di confrontarsi con l’esperienza. E se questo costituisce un problema minore per la donna, che da che è mondo sta sempre cent’anni avanti all’uomo, per quest’ultimo la situazione spesso è drammatica […] A quelli che spareranno a zero contro di me dicendo «ma questo lo sapevo pure io», gli dirò «sì ma è toccato parlarne a me, perché voi queste cose non l’avete mai dette; e quando lo avete fatto le avete dette male. Senza sapere di cosa parlavate. Senza farvi capire».

Buon viaggio, Franco. Tutto il resto è noia!

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