Vecchi amori letterari

ibsenVi è mai successo di prendervela con voi stessi per non avere approfittato dell'ultima svendita Einaudi per completare lo scaffale Pavese? O perchè non vi ricordate se la Confraternita dell'uva non è al suo posto perchè l'avete a) restituita dopo averla letta o b) semplicemente prestata da troppo tempo.

Sono autori che avete letto da molto tempo, è vero. Però sono lì, non li dareste via per niente al mondo - nè li dareste in prestito, libro prestato libro perduto, si sa - anche se magari non li rileggete da più di dieci anni. E a un certo punto, chissà perchè, vi viene voglia di riaprire quelle pagine. Forse perchè avete voglia di ripensare a voi stessi come eravate quando li avete letti. Forse perchè non ricordate più tanto bene la trama e il tempo trascorso vi permette - meraviglia - di riprenderli in mano come fosse la prima volta.

In generale, è bello ritrovare testi studiati e visti a teatro ai tempi della scuola per una lettura più intima, a distanza di tempo. Pirandello, Ibsen, Beckett, vecchi amori miei, arrivo. O meglio: ritorno. C'è un autore - un classico, uno che avete molto amato - con cui vi è capitato di vivere una situazione del genere? Oppure una volta sullo scaffale i Titoli rimangono immobili là (e sperano solo che figlierete presto, e che ai vostri figli venga voglia di farli sgranchire un po', fra altri dieci anni)? Nella foto, un Henrik Ibsen giovane.

Foto | Flickr

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