Scozzari e i suoi XXXX Racconti porni: intervista

racconti porniUccello fa rima con Cervello? Se volete rispondere a Filippo Scozzari esplorate le fantasie sessuali che covate leggendo "XXXX Racconti Porni". È tornato - in riedizione aggiornata e arricchita d’inediti - il suo sesso sfrontato e divertito, contro i luoghi comuni dei facili costumi; 51 narrati irriverenti, creati per combattere la sua crociata pro intelligenza. Scozzari lo fa calandosi nelle cantine di un genere più idiota che maledetto, più stantio che ribaldo. Rinnovando i precetti servendosi anche del noir come fosse una testa d’ariete per abbattere il nido di banalità attorno al sesso. Chi si aspetta squallori da camionista non lo compri. Ma legga l’intervista che gli abbiamo fatto.

Signor Scòzzari, su gentile richiesta del pubblico, come si diceva una volta, e grazie alle amorevoli cure della Coniglio Editore, la sua antologia “XXXX!” è appena ritornata tra gli scaffali. Perché la sgrammaticatura nel sottotitolo “Racconti porni”?
Peccato doverlo spiegare. Le battute non andrebbero spiegate. Farò uno sforzo. Le riviste porno vecchio stile, foto così là, stampate così là, accoppiate ad articoli assurdi, sono scomparse da un pezzo, maciullate dalla rete. Vacche d’ogni tipo e colore, meravigliose e onnipotenti e gratis, t’arrivano in casa ad un semplice clic, senza tante storie. Dribblate per sempre le forche caudine dell’esoso, antipatico edicolante. Non devi più stipare i tuoi tesorini di carta nel sottotetto o in garage, alla mercé di figli, mogli, inondazioni e topi. Un cd è più che sufficiente.

Ma una volta non era così…
Dell’era pre-computer m’è rimasto appiccicato il disprezzo per quei testi, di un’imbecillità senza pari. A volte anche le foto contribuivano a concimare il mio odio, specie quelle con lo scopatore in sandali e calzini corti. Diagnosticavo Germania al volo. Sgrammaticature estetiche urticanti, nemiche.

La rete in verità ne è ancora zeppa
Ne è strazeppa di queste boiate, quanto la testa di certi navigatori: la “modernità” di per sé non emenda, e il semplice disprezzo interiore, l’appartarsi in un personale Aventino del gusto, non è sufficiente. Non protegge e non stimola nessuno. Ho deciso di “pensare”, e fornire esempi.

Che messo significa?
Intanto ho imposto che in quarta di copertina campeggiasse ben chiaro che uccello deve far rima con cervello, sennò fine dei giochi. Nel nostro paese è strepitosa la facilità con la quale si avvitano targhe, e una volta che sei bollato come “schifoso” è andata. Ecco perché uno strano segnale già nel titolo. Una sorta di brividino anticipatore, una monelleria giocata ad una parola maledetta. Sgambettare il reale e la sua boria. Targatemi “Porni” se ne siete capaci, teste di cazzo. Vado pazzo per ‘ste cose.

Mettendo il naso nel volume, qual è il profumo che ne esce?
Il libro è un gioco anti pornografia, dichiaratissimo, dalla prima all’ultima pagina. Credo di essere l’unico maiale sulla terra ad odiarla sul serio. Dall’interno, “organicamente”, si direbbe nel Partito dei Porci. Ho cominciato a duellare col titolo, ho proseguito con l’italiano, ho continuato con le immagini.

Quali immagini? Di che cosa sta parlando? Se si esclude la bellissima copertina, nel libro non c’è un mezzo disegno suo…
Per immagini intendo i pianeti che puoi far visitare con la macchina da scrivere, se un minimo ci sai fare. Irruzioni e regali esclusi per statuto dalla suburra della pornografia, che pensa al massimo a otto cose, sempre quelle, stranote. La pornografia è il reame rincuorante di chi non regge alle sorprese, di chi intende sfogliare solo abbecedari “sicuri”. Achille Bonito Oliva sosteneva che la pornografia è un ammanco grave di memoria, ed io aggiungo che è pure un ammanco grave di follia, monelleria, fantasia, divertimento e gioia…

Un gioco forsennato e irriverente di generi e citazioni
Ho usato molto il grimaldello dei generi: la fantascienza, il giallo, il racconto storico, il fumetto, il fantasy. Qualsiasi trucchetto è venuto buono per esplorare nuove possibilità di scrittura, per non farmi smerdare dalla velenosa facilità del nemico, che mentre scrivevo avevo battezzato Er Camionista. Un subumano dalle spalle pelose, che mi sobillava in continuazione famme Cicciolina, dai, famme Cicciolina, anf anf anf…

In questo campo minato ha fatto attenzione nel non inciampare a…?
Quell’errore non l’ho commesso. Io sono altrove. Ho evitato come la peste le puttanate alla Druuna, dialoghi per differenziali a giustificare calligrafici culi senza causa. Ho proposto invece la mia morte di Anita Garibaldi, le mie versioni di Zorro, Nembo Kid, Giovanna d’Arco, Robin Hood, Campanellino. Le mie riscritture di invasioni aliene, concerti rock, incontri di pugilato, telefonate di amanti carogne… La Gran Madre del Grano, Hitler, Dormello dell’Olgiata, Elia Kazan, il Mago Merlino, l’irrequieto Manfredini, Ur, Ninive… Giocare, capisce? Vado pazzo per ‘ste cose.

L’uccello che fine ha fatto?
Il mio Cervelluccello alla fine del libro ridisegna di sana pianta le costellazioni, pensi un po’… Ma che cosa glielo dico a fare...

Titolo: XXXX! Racconti porni
Autore: Filippo Scòzzari
Editore: Coniglio Editore
Pagine: 144
Prezzo: € 12,00

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