Corrispondenti di guerra, di Mario Soldati

È appena uscito per i tipi di Sellerio, curato da Emiliano Morreale, Corrispondenti di guerra di Mario Soldati, un libro che fa pendant con il precedente Fuga in Italia, uscito sempre per Sellerio, benché sostanziali differenze non manchino.

L’altro libro narrava di un’Italia all’alba dell’armistizio e del rocambolesco viaggio di Soldati, che da Roma lo fece approdare in una Napoli già occupata dagli alleati. Era un viaggio alla scoperta di una nuova Italia. Qui, invece, nonostante la destinazione sia ancora una volta andare oltre la Linea Gustav, la sfida di Soldati è un’altra: nelle vesti di giornalista, insieme per l'"Avanti!" e per "l'Unità", vuole raccontare il soldato italiano.

E non è roba da poco. «Un mio amico che ha vissuto all’estero» scrive Soldati, «mi diceva: “Ci sono due cose di cui gli stranieri non si convinceranno mai: che la nostra vecchia letteratura sia inte-ressante, e che i nostri soldati siano valorosi”». Bene, questa frase contiene un po’ tutto il libro.

D’altra parte, lo stesso Soldati proveniva da una famiglia di militari, il bisnonno aveva arrestato Garibaldi nel 1867 dopo i fatti di Mentana, e in generale il soldato ideale dello scrittore torinese avrebbe dovuto far parte di una sorta di «esercito democratico».

Quasi un ossimoro, due termini che probabilmente non sono destinate a convivere nello stesso contenitore: «Ma l’apologia del soldato» scrive Emiliano Morreale nella prefazione, «è per Soldati, mediamente, apologia della piccola borghesia, del travet, alla rinascita del quale lo scrittore vede legato, più che a ogni altra classe, il destino del paese».

In ogni caso, per una volta i nostri soldati del Corpo Italiano di Liberazione combattono dalla parte giusta, al fianco degli Alleati. Il punto però è prendersi la briga di far capire che non si tratta di semplici spettatori: a ridosso della Linea Gustav, i nostri soldati combattono con non meno vigore degli Alleati contro le truppe tedesche che nel frattempo continuano a perpetrare efferatezze.

Con la fine della guerra e l’arrivo della libertà, arriva anche la ripresa economica e con essa purtroppo anche l’oblio: «Quando mai la libertà» scrive Soldati in uno dei suoi ultimi “pezzi”, «è stata più vicini ai nostri cuori di quel momento supremo?».

Autore: Mario Soldati
Titolo: Corrispondenti di guerra
Collana: La memoria
Num. di collana: 775
Anno: 2009
ISBN: 88-389-2357-4
Pagine: 136
Prezzo: 10.00 Euro

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