Chiudono a Roma e Milano le librerie gay Babele

Al doloroso 'bollettino di guerra' delle librerie cadute sul campo (dalla Sherlockiana alla Bocca, alla Oscar Wilde in Usa) si aggiungono le librerie a tema gay 'Babele': ce ne sono una a Roma e una a Milano. I proprietari di entrambe, mi raccontarono un giorno, un tempo stavano insieme e ne gestivano una sola. Dopo lo 'scoppio' della coppia si scissero in due.

Oggi, purtroppo, annunciano la chiusura contemporaneamente. E dispiace, dopo averli conosciuti, vi assicuro. I proprietari del locale di Roma, in particolare, lo rivogliono entro ottobre, e i proprietari romani annunciano in una lettera, che trovate a fondo pagina, che non sanno neanche se riusciranno a sopravvivere fino ad allora.

Di lettori-clienti, infatti, non se ne vedono più. Ed è strano, visto che mi raccontavano che la libreria (centralissima, in via dei Banchi Vecchi, a Roma) era spesso meta di turisti gay che venivano per comprare qualche guida ed avere qualche 'dritta' sulla movida romana omosex. Arrivederci allora a Claudio, Lorenzo e anche a Maurizio che spesso sta alla cassa e si offende se non gli date della "lei".

Dopo il 'continua', la loro lettera di arrivederci.

Carissimi amici e amiche, dopo tanti, tantissimi anni, per la precisione 15, che la Libreria Babele è aperta, e lo è stata ininterrottamente: estate ed inverno, durante le feste e spesso anche la domenica; ci troviamo nella triste condizione di comunicarvi l’imminente chiusura. Eh già, a quanto pare il momento di crisi si fa sentire, soprattutto dalle piccole attività che non ce la fanno a reggere il confronto. La perdita dell’esclusiva nella specializzazione (ormai trovare un reparto di libri e audiovisivi glbtq è facile e “normale” un po’ dappertutto), internet la fa da padrone (film, musica e immagini ormai si scaricano come lo sciacquone!), si legge poco e i libri costano cari (ma la grande distribuzione può permettersi sconti incredibili), i soldi per la cultura non ci sono (ma guai a non avere l’ultimo modello di telefonino o di un capo alla moda!), l’interesse diminuisce (negli under 30 anzi manca proprio), tutto questo ed altro ancora ci costringe oggi a dare questo annuncio. Ci costringe anche a dare l’avvertimento a chi ci sta intorno che si rischia di perdere la memoria, di perdere l’identità e la cultura, di perdere le basi su cui costruirsi e costruire il futuro, ma forse a molti non interessa più, loro credono che tutto sia risolto, che l’Italia li rispetta e accoglie amorevolmente.
Francesco Ingargiola ebbe una intuizione: conquistare la capitale papalina, sonnolenta e chiusa, attraverso la cultura glbtq, con la visibilità, la possibilità di incontro e ha vinto. Claudio Catalano con amore, non solo per Francesco, ma per i libri, per i clienti, per il mondo gay, ha felicemente continuato, resistito, faticato insieme a Lorenzo negli ultimi anni … quanta fatica … e hanno vinto! Di clienti ormai nemmeno l’ombra (saranno tutti sull’isola dei famosi? ), donne nessuna, uomini pochissimi. Ora non ce la facciamo più! Stanchi e anche un po’ stufi. Stufi di sentirci fare delle domande, sempre uguali, sempre le stesse: “che bisogno c’è di una libreria gay?”. Datevi una risposta e se proprio non la trovate, allora è giusto che ci salutiamo così, da cari amici. I proprietari vogliono rientrare in possesso dei locali allo scadere del contratto, cioè ottobre 2009, noi cercheremo di resistere fino ad allora, ma è dura e comunque a noi non interessa più restare. La nostra strada l’abbiamo orgogliosamente percorsa e ora siamo arrivati ad una svolta (qualcuno li chiama acciacchi).Grazie di cuore a tutti quelli che in tutti questi anni ci hanno sostenuto: venendo a comperare da noi, portandoci un caffè e tanti (troppi) dolci, o anche solo passandoci a salutare, e siete stati tanti! Grazie ancora.Per tutte le altre domande siamo a vostra disposizione in negozio tutti i giorni dalle 10 alle 20 e il telefono è sempre lo stesso.
Claudio Catalano, Lorenzo Miconi, Maurizio Gregorini“

Via | DiGayProject
Foto | Flickr

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