Da Solo per giustizia di Raffele Cantone verrà tratta una fiction per Raiuno

solo per giustiziaRaffaele Cantone è un magistrato napoletano, ha fatto parte della della Direzione distrettuale antimafia e ora lavora presso l'Ufficio del Massimario della Suprema Corte di Cassazione, l'anno scorso ha pubblicato per Mondadori "Solo per giustizia" il racconto autobiografico della sua vita da magistrato a Napoli, della sua lotta contro la Camorra. Dal libro di Cantone verrà presto tratta una fiction in quattro puntate che verrà trasmessa su Raiuno entro l'anno e che avrà come consulente lo stesso Cantone che, ha spiegato, vorrebbe che nello sceneggiato comparisse il meno possibile della sua vita privata, permettendo così agli eventi del quale è stato testimone di essere i veri protagonisti.

Un altro tassello, dunque, del grande mosaico della cultura di testimonianza, soprattutto incentrata sui fenomeni criminali mafiosi e camorristici, un mosaico che si sta componendo molto velocemente e che riunisce nelle stesse fila magistrati come Raffele Cantone, giornalisti come Roberto Saviano, scrittori come Nanni Balestrini (autore nel 2004 per Einaudi di "Sandokan"), registi come Matteo Garrone, ma anche moltissimi altri si cui abbiamo già parlato e parleremo, insomma un esercito folto e molto vario che sembra avanzare veloce e compatto contro il suo obiettivo.

Anche se in fondo qualche dubbio rimane sulla compattezza e sull'univocità di scopi di questo multiforme esercito, soprattutto quando vediamo tramutare un libro come quello di Roberto Saviano, la cui importanza più che letteraria è sociale, in un film come quello di Garrone, la cui importanza non è affatto sociale bensì cinematografica, che si può permettere di lavorare indisturbato per dei mesi in uno dei posti più inaccessibili e pericolosi di Napoli, soprattutto per una troupe cinematografica che sta mettendo su pellicola il più grande atto mediatico di denuncia della Camorra degli ultimi anni.

Via | Repubblica

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