Booksblog intervista Alessandro Montosi, autore di Mazinga: mitico robot

mazingaUn veicolo volante di colore rosso sfreccia nel cielo. Lo guida un ragazzo vestito con una tuta rinforzata anch’essa di colore rosso e un casco bianco dotato di visiera scura che gli copre gli occhi. Giunto nei pressi di un’enorme piscina, il ragazzo urla un comando destinato a diventare leggendario: “Mazinga Fuori!”. Ecco che le acque si ritirano, appare una piattaforma su cui si erge un enorme robot. Con questi fotogrammi, nel dicembre 1972, inizia in Giappone la sigla di Mazinga Z. La stessa scena in Italia apparirà 8 anni più tardi. Chi l’avrebbe mai detto? Da robot che doveva risolvere i problemi con il traffico in città, l'androide divenne un mito. Lo racconta Montosi, nel libro editato da Iacobelli.

Perché un libro sui “Mazinga”?
Ho deciso di occuparmi del volume dedicato ai Mazinga, per cercare di fare definitivamente chiarezza su questi due robot. In Italia, solitamente, molte persone credono che di “Mazinga” ne esista solo uno, facendo molta confusione tra il Mazinga Z che venne trasmesso nel 1980 da Rete 1 (cioè l’attuale Rai 1) e Il Grande Mazinga che arrivò invece l’anno prima su alcune tv locali. Originalmente, in Giappone, il primo robot gigante guidato internamente da un pilota fu Mazinga Z (il suo pilota è Koji Kabuto, da noi diventato “Ryo Kabuto”), creato nel 1972 da Go Nagai e trasposto in fumetto e in serie televisiva (formata originalmente da 92 episodi, di cui in Italia ne sono arrivati solo 51 pieni di scene tagliate). Sulla scia dell’enorme successo di Mazinga Z, venne creato un “sequel” chiamato Il Grande Mazinga (56 episodi tutti arrivati in versione integrale in Italia) e un terzo capitolo intitolato Ufo Robot Grendizer, che corrisponde al nostro Goldrake (giunto da noi per primo nel 1978 su Rete 2, l’attuale Rai 2). Negli anni successivi Nagai ha creato delle ulteriori opere sui Mazinga, a metà tra il remake e il sequel. Nel libro viene appunto fatta chiarezza sia sull’opera capostipite (Mazinga Z), sia su tutti i suoi seguiti e remake.

Che ricordi hai dei Mazinga?
Mazinga Z lo conobbi negli anni ’80, attraverso alcuni super 8 che mi comprò mio padre. Mi colpì molto che il protagonista, Koji Kabuto, doveva imparare ad usare il suo robot per combattere contro i cattivi. Imparare ad usarlo non era facile e Koji finiva anche per sbattere la testa e farsi male mentre tentava di pilotarlo, un po’ come un bambino, per imparare ad andare in bicicletta, cade molte volte per terra prima di riuscire a guidarla correttamente. È stato questo fatto del “dover imparare a usare il robot” a farmi affezionare molto a Mazinga Z, che è tuttora una delle mie serie preferite!

Puoi raccontarci qualche chicca su questi cartoni?
Le curiosità sui Mazinga sui molteplici. Ad esempio il fumetto giapponese del Grande Mazinga realizzato da Gosaku Ota è stato il primo manga ad essere interamente pubblicato in Europa nel 1979! A conquistare questo primato fu la Fabbri Editori con la sua edizione italiana (ricolorata e censurata) di questo fumetto che è quindi il primo “manga” arrivato nel nostro paese e che rappresenta una vera e propria chicca per i collezionisti!

Alessandro Montosi
Mazinga
Iacobelli editore
pagine 132
€ 14,50

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